Valfredda (Punta) e Testa del Coin dal Ponte d’Almiane

Valfredda (Punta) e Testa del Coin dal Ponte d’Almiane
La gita
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5 23/04/2017

seconda gita della due giorni a Bardonecchia, e seconda volta per il sottoscritto nel Vallone d’Almiane! La salita alla Testa del Coin e successiva traversata alla Punta Valfredda era in programma come gita sociale del CAI Ligure Genova. Partiti dalle Grange Chaux, anche oggi giornata favolosa e fortunatamente assenza di vento. Fino a 2250 m non c’era neve nel Vallone d’Almiane. Una volta attraversato il Rio Almiane a circa 2300 m abbiamo trovato copertura nevosa continua, neve compatta e dura fortunatamente. Dopo un primo tratto del vallone, dato che la neve era piuttosto dura abbiamo deciso di proseguire utilizzando piccozza e ramponi. Arrivati alla base del pendio-canale, siamo risaliti con varie diagonali e poi con un traverso a sinistra siamo usciti nella conca sottostante la Testa del Coin, sempre su neve ottima e portante. Anche l’ultima rampa che ci ha portati in vetta al Coin è stata piacevole e per niente faticosa. Si trova qualche tratto tra i 35° e i 40°, e nelle condizioni da noi incontrate è stato davvero divertente da risalire. Non c’erano tracce precedenti, solo un a vecchia traccia di sci alpinisti ma quasi completamente cancellata dal vento. Dopo 40 minuti di sosta in vetta al Coin, siamo ripartiti seguendo la cresta Sud-Ovest, quasi interamente innevata, una fascia rocciosa si superava bene sulla sinistra (lato Almiane), un altro breve tratto di roccette facili e siamo giunti al colletto di quota 2970 m che divide le due cime del Coin e della Valfredda. Da qui il terreno è diventato più impegnativo, un tratto di roccette agevoli ci ha portati all’ometto della vetta sciistica (nel periodo invernale o primaverile si fermano quasi tutti qui), ma non è la vera cima di questa bella montagna! In un primo momento il prosieguo sembra davvero ostico e poco consigliabile per la precaria condizione della roccia, ma guardando bene, si individua un ometto alla base di un salto roccioso verticale di rocce sfasciate. Anche in questo caso, del nostro gruppo iniziale siamo rimasti in 3 (io, Alessandro T. e Mary). Dopo un traverso infido (non tanto per la difficoltà, ma per la natura del terreno friabile e per l’esposizione) siamo arrivati alla base di un gradino roccioso (indicato da un ometto di pietre), poi una cengia e altre roccette e siamo giunti in cima ad un torroncino roccioso, davanti a noi ne avevamo ancora uno, ma proseguire lungo il filo, con passaggi aerei e roccia pericolante non era per nulla consigliabile. Guardando bene, ho intravisto dietro ai torrioni rocciosi l’ometto della vera cima finalmente! Ci aspettava una ripida discesa su un pendio nevoso rivolto al Vallone d’Almiane (quasi sarebbero venute bene due piccozze!) e poi terreno detritico e facile fino ad arrivare in cima! Gran bella gita, e di sicura soddisfazione! Ben felice di non aver rinunciato, ma immaginavo che il passaggio per arrivare in cima, senza rischiare di farsi male, lo avrei trovato! In questo caso l’occhio allenato, l’abitudine a muoversi su questo tipo di terreni, e, in fondo anche un pochino di esperienza che nel mio piccolo penso di avere, mi hanno aiutato ad arrivare in cima e ad infondere fiducia ai miei compagni di gita! Dopo altri 45 minuti di sosta in cima per la pausa pranzo, oltre che per ammirare un panorama vastissimo e spettacolare, e non poteva certo mancare l’abituale servizio fotografico, ci siamo avviati alla discesa. La cresta fino al colletto di quota 2970 m non ha creato grattacapi, siamo scesi tenendo i ramponi ai piedi per via di alcuni tratti innevati. Una breve pausa al colletto e siamo scesi lungo il pendio NO ci ha riportati nel Vallone d’Almiane (alcuni tratti ripidi dai 35° ai 40° anche in questo caso) su neve che ha retto bene senza mai mollare. Arrivati nel Vallone d’Almiane, ci siamo riuniti a 5 compagni di gita che ci aspettavano e scesi senza problemi fino al termine della copertura nevosa, tenendo i ramponi fino in fondo. Oggi avevamo al seguito le ciaspole, ma se avessimo immaginato la tenuta ottima e la consistenza del manto nevoso avremmo potuto tranquillamente lasciarle in macchina, non sono servite a niente, meglio così! Qualche informazione sui nostri tempi di percorrenza, siamo saliti dalle Grange Chaux alla Testa del Coin in 3 ore. Dalla Testa del Coin alla Valfredda circa 1 ora, e poco più di 2.30 ore dalla Valfredda al parcheggio nei pressi delle Grange Chaux. Oggi il Vallone d’Almiane era letteralmente preso d’assalto visto il meteo ideale e le condizioni ottime dell’innevamento, oltre 100 scialpinisti hanno salito la Punta d’Almiane e almeno 40 sono arrivati in vetta alla Testa del Coin. Mentre nessuno ha salito la Valfredda a parte il nostro gruppo. Viste persone sulla Sommeiller, Vallonetto e Seguret. Oggi queste vallate erano molto gettonate, come era ampiamente prevedibile! Ma nessun problema, c’era spazio per tutti!

Uscita di totale soddisfazione e non potrebbe essere diversamente!! Gita Sociale del CAI Ligure Genova, organizzata dal sottoscritto in compagnia di Fabiano S. con 14 partecipanti : Davide, Mary, Luciano, Alessandro T., Alessandro D., Laura, Enrica, Guido, Luigi, Luca O., Giorgio I., Giorgio T., Mauro, Giuliana. Tutti insieme abbiamo salito la Testa del Coin e arrivati alla cima sciistica della Valfredda. Dato che il prosieguo fino alla vetta vera e propria della Valfredda non era certo il terreno adatto per salire con un gruppo numeroso, e non tutti sarebbero passati senza problemi, giustamente abbiamo proseguito solo in tre, io Alessandro T. e Mary (che ringrazio per avermi seguito, e direi che ne è valsa ampiamente la pena!)

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