- Accesso stradale
- Pkg davanti a farmacia Monte Rosa
Dopo un sabato sera a casa di amici per un compleanno, decido all’ultimo di salire alla Valfredda con l’intenzione di percorrere l’anello: Passo di Valnera (sentiero 5)- Punta Valfredda – Punta Valnera – Bocchetta di Eclou (sentiero 4) da Gressoney St. Jean. Parto tardino e ancora un po’ assonnata, ma il meteo è ideale, sole e brezza freschina ogni tanto che contribuiscono a svegliarmi. Il sentiero 5 è in buono stato, a parte qualche tratto nei pressi delle Alpi Valnera di mezzo e superiore dove non è visibilissimo, ma bolli e/o ometti sono sempre presenti. Dal colle Valnera a Punta Valfredda nessuna difficoltà, l’itinerario (EE) è perfettamente indicato. Non incontro nessuno fin sotto la punta, com’era prevedibile. Me ne resto un’oretta in cima a scambiare qualche parola con altri tre escursionisti e a godermi il panorama, che oggi è uno spettacolo. Poi scendo ad intercettare il sentiero 5C che porta al colletto di q. 2681 a sud-ovest della Valnera e salgo in punta. Mi fermo a guardare la cresta per la bocchetta di Eclou: non è che mi sto cacciando nei guai? Ma se ci passa il sentiero 4 non deve essere difficile… E’ comunque da considerarsi EE, ci sono alcuni bolli gialli sulle rocce che indicano i vari passaggi ed è quasi sempre possibile aggirare gli affioramenti rocciosi, nel primo tratto la cresta è più stretta e si percorrono alcuni saliscendi, poi si allarga e diventa erbosa. Dalla Bocchetta di Eclou il sentiero scende ripido e anche se non è evidentissimo, si arriva bene all’Alpe Gruebe (q. 2280). Poi lo perdo. Primo errore: non torno sui miei passi a cercare i bolli gialli nel punto in cui li ho persi. Secondo errore: procedo fino in fondo al pianoro a valle dell’alpeggio ma non mi sposto abbastanza verso est. E così… Grande ravanata a base di rododendri e similari (che ovviamente nascondono buchi fra le pietre) su pendio ripido finché raggiungo l’Alpe Staller, perché dall’alto ho individuato una traccia che scende nella direzione giusta poco sotto le baite. Ritrovo così il sentiero 4, lo seguo per pochi metri e arrivo al torrentello, dove una tacca gialla (ingannatrice!) mi indica di proseguire lungo il torrente anziché guadare. Scendo per poco nell’erba sempre più alta e dopo un’occhiata ad altimetro e cartina torno indietro e passo il torrente. Il sentiero 4 è appena di là, sulle prime un po’ infrattato nell’erba ma poi via via più visibile e ben tracciato. Poco prima dell’Alpe Roncke (malga diroccata) incrocia il Grande Sentiero Walser e da qui in poi sembra addirittura ribollinato di recente. Quindi nessun problema fino a Gressoney, dove arrivo un po’ stravolta dopo questa prima esperienza di ravanamento in solitaria. Prossima gita: sentiero-autostrada!