- Accesso stradale
- Sbarra ancora chiusa e park obbligatorio
- Osservazioni
- Visto valanghe lastroni esistenti
- Neve (parte superiore gita)
- Farinosa compatta
- Neve (parte inferiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Quota neve (m)
- 2100
Partenza alle 6:45 con 3° e buon rigelo. Gli sci si portano per mezz’ora fino a q. 2000, subito dopo il roccone con la falesia. Salita comoda e veloce su ottima neve fino all’imbocco del canale di sx (la parete in basso si presenta svalangata e irregolare, mentre il canale è generalmente più liscio). Un breve saltino di misto in partenza si sale senza difficoltà, quindi ottima neve portante un po’ irregolare fino agli ultimi 80m dall’uscita sul nevaio mediano, dove invece si trova un po’ di neve fresca. Nevaio centrale un po’ disturbato dalla valanga. Il triangolo superiore conviene prenderlo leggermente a dx e non diretto sotto la cima (considerato che dove si vede roccia sbucare sotto la neve sono generalmente delle “lusere” lisce appena coperte da 1-2 spanne di neve). La parete superiore è davvero sostenuta è ripida: nel tratto più facile iniziale ho misurato 48°, il resto è praticamente tutto sopra questa pendenza… Zigzagando il meno possibile tra le bancate rocciose siamo usciti circa 70m a Ovest della cima. Breve pausa con vento teso e alle 11 inizio a scendere, mentre il socio scende a piedi dalla cresta O. Ingresso in parete comodo ma con un bel saltone sotto i piedi, complice anche un tratto a 50-55° 30m sotto l’ingresso, che dà l’impressione di sciare sul nulla. In realtà la parete è tutta in farinaccia pressata perfetta per sciare e per queste pendenze: dà sicurezza, non si muove e “attutisce” ogni curva. Bisogna solo fare un po’ occhio al traverso a metà parete perché la roccia non è lontana. Quando si arriva nella zona bassa dei “48°” sembra di sciare un BS rispetto alle pendenze della parte alta. Nevaio centrale alla ricerca delle zone più lisce e poi canale basso su neve dura ma ben sciabile, grippante e divertente. Il saltino di misto basale si evita traversando a sx e cercando il passaggio tra barre rocciose. Dalla parete in giù, neanche a dirlo, un firn appena ammorbidito da sciata extra-lusso relax fino al pianoro 2150m, poi bene o male si segue la strada.
Quando il socio (coltivatore incurabile di idee) qualche tempo fa mi ha fatto conoscere questo itinerario ero rimasto colpito dal fatto che una parete così evidente (osservabile dalla webcam del Serrù) contasse così poche ripetizioni e soprattutto praticamente solo da parte dei gotha di inizio secolo del ripido piemontese, gente con più pelo che stomaco. In effetti l’itinerario è bellissimo, vario, sostenuto e panoramicissimo, vale assolutamente la pena rispolverarlo!