Tresenta (la) da Pont Valsavarenche per il versante NO e la cresta N

Tresenta (la) da Pont Valsavarenche per il versante NO e la cresta N
La gita
marcog72
4 11/04/2011
Accesso stradale
ok
Osservazioni
Visto cadere valanghe a pera
Neve (parte superiore gita)
Crosta da rigelo portante
Neve (parte inferiore gita)
Primaverile/trasformata
Quota neve m
2400

Non fatevi ingannare dalla webcam di Pont: dopo la pista di fondo la mulattiera ha lunghi tratti puliti e quelli innevati sono tali perchè la neve è stata pestata ed è portante anche a piedi. In alto, se si tiene la dorsale dove ci sono le scorciatoie del sentiero, si arriva fino a 2500 m circa prima di trovare manto continuo. In salita, al buio ho tenuto caparbiamente le racchette anche sulle pietre, ma a scendere le ho tolte.
In quota le condizioni sono desolanti e da inizio estate: il caldo degli ultimi giorni ha dato una bella botta alla poca neve caduta nei mesi invernali. Se non ne fa ancora un po’ e se fa un’estate torrida i ghiacciai saranno messi a dura prova (un esempio su tutti, la calotta del ciarforon è in ghiaccio vivo!).
La Tresenta ovviamente non sta meglio degli altri e la dorsale di salita è praticamente pelata oltre i 3200/3300 m. Pensavo che con le condizioni attuali non avrei incontrato nessuno invece supero due gruppi di skialp partiti del rifugio e diretti proprio sulla Tresenta. Per evitare la pietraia decido di provare a salire il versante NO, decisamente più innevato, quello che si vede dalla normale del Grampa e che d’estate conserva ancora placche di ghiaccio e nevai. La neve ha un ottimo grip e nonostante le pendenze salgo con le racchette fino a quasi 3500 m, poi metto i ramponi. Il tratto finale su roccia pulita è facile ma un po’ rognoso. In vetta alle 9,40 in 4h20.
Sosta di 20 minuti per attendere i primi skialp (che hanno lasciato le sci alla base della dorsale) per farmi fare una foto di vetta e poi scendo della normale meno spoglia di quanto sembrava dal basso ma comunque percorribile solo con i ramponi. All’auto alle 13,00 dopo mezz’ora di sosta al rifugio. Tutto un po’ di corsa, ma se avessi tardato anche non di molto avrei già rischiato di sfondare nei piani prima del rifugio, dove d’estate ci sono immense pietraie.

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