La Via del Sale da Limone a Ventimiglia (4 gg)

La Via del Sale da Limone a Ventimiglia (4 gg)

Dettagli
Dislivello (m)
4400
Quota partenza (m)
1400
Quota vetta/quota (m)
2200
Esposizione
Varie
Grado
EE
Sentiero tipo, n°, segnavia
GTA-AV-AVL-Via Marenca.

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Don Barbera-Locanda Colla Melosa-Rifugio Franco Allavena-Rifugio Gouta-Strutture ricettive a Rocchetta Nervina.

Avvicinamento
Con servizio navetta da stazione FS di Limone (consigliato).
Note
Si tratta di un panoramico e vario trekking di quattro giorni che permette di percorrere una delle più storiche Vie del sale.
Richiede un buon allenamento ed oltre alle mappe cartacee necessarie è consigliato l’uso di ricevitore satellitare GPS. (Vedi tracce allegate). Sconsigliato l’uso di App GPS per smartphone.
Oltre alle strutture ricettive segnalate, tutti gli altri rifugi/bivacchi indicati sulle mappe non sono fruibili in quanto chiusi e in stato di abbandono. A fronte di ciò si rende necessaria la dotazione di non meno di due litri di acqua a testa.
In caso di rischio temporali è fortemente sconsigliato intraprendere la terza tappa seguendo l’opzione B.
Il rientro a Limone lo si può comodamente effettuare in treno da XXmiglia. (circa due ore).
Descrizione

Prima tappa Limone 1400 – Rifugio Don Barbera

Km. 18.6 D+ 1286 Quota max. 2240- Tempo h. 5.30

 

Dopo aver parcheggiato l’auto a Limone Piemonte dove è presente un ampio parcheggio, si raggiunge con servizio navetta la località Limone 1400. Il trekking inizia sulla strada asfaltata che porta al Col di Tenda. Raggiunta q. 1460, in corrispondenza di un marcato tornante sulla destra, la si abbandona e ci si immette sul sentiero MTB Cabanaira. Si lascia sulla destra la Galleria di Napoleone e si prosegue sino a q. 1900 dove si incrocia la strada ex militare Monesi-Col di Tenda.  A questo punto, si può decidere di completare la tappa utilizzando detta strada, oppure variare percorrendo lunghi tratti di panoramico sentiero. La seguente descrizione prevede la seconda opzione. Si scende brevemente sulla destra sino a raggiungere il percorso GTA (indicazioni in loco), e si prosegue in direzione Colle della Boaria.  Si continua in decisa salita sino a raggiungere, o bypassare leggermente più in basso sulla destra, la Cime du Bec Roux q. 2214. Il percorso ora prosegue con defaticante e panoramico traverso a mezza costa sino a raggiungere il Colle della Perla q. 2083, dove si tocca nuovamente la strada. Il consiglio, a questo punto è quello di seguirla al fine di poter ammirare l’ardito tornante a quota 2120 che si affaccia sul sottostante Vallone della Boaria con un impressionante salto di circa 200 mt.

Sempre su strada, si tocca il Colle della Boaria , si oltrepassa il bivio per la Capanna Morgantini e, in successione si toccano il Colle delle Carsene 2224 mt. e il Colle Malaberga 2200 mt. Tutto questo tratto, sino alla fine della tappa, offre la possibilità di apprezzare l’interessante conca carsica dominata dal Monte Marguareis. A quota 2100 si abbandona la strada ex militare per imboccare sulla sinistra un sentiero il quale, con piacevole percorso tra massi calcarei, condurrà al Colle dei Signori 2100 mt. dov’è situato il Rifugio Don Barbera.

Seconda tappa Rifugio Don Barbera- Colla Melosa

Km. 31 D+ 1360 Quota max. 2479- Tempo h. 9

Si risale sulla strada e la si segue brevemente sino a reperire un sentiero sulla destra (indicazioni per il Passo Tanarello in loco).  Si è, a questo punto, sull’antica Via Marenca. Si prosegue a mezza costa lasciando la Cima di Pertega mt.2404 sulla sinistra e si giunge in breve al Colle delle Selle Vecchie. Si sfiora la strada, si tocca il Colle del Vescovo, la Cima di Velega ed infine con una breve risalita (10 min.) su cresta fuori percorso, (indicazioni in loco), si raggiunge il Monte Bertrand mt.2482. Questa cima, unitamente a quella del Monte Saccarello, rappresenteranno le due più rilevanti vette della tappa odierna.

Toccata la gialla croce metallica della vetta, si ritorna sui propri passi sino al bivio abbandonato in precedenza e si riprende la Via Marenca. Si scende sino alla Colla Rossa mt.2179, e si prosegue, sempre su buona traccia, superando alcuni poco impegnativi risalti, sino a sfiorare la Cima Missun mt.2356. Anche in questo caso, se si è cacciatori di cime, superando un modesto dislivello sulla destra, è possibile toccare la sua vetta dove è presente una piccola croce.

Si supera il Colle Gravirora mt.2259 e si prosegue, sempre seguendo le indicazioni della Via Marenca , in direzione del passo Tanarello mt. 2042 da dove è ben visibile di fronte a noi, il Monte Saccarello mt. 2200. Trattandosi della massima elevazione della Liguria, non ci si dovrà esimere dal salirlo. Seguendo le indicazioni AV (alta via), si giunge al bivio per il Passo di Collardente, al momento lo si ignora e si prosegue in direzione della vetta, (cippo e libro di vetta). Si torna brevemente in discesa sui propri passi e, al bivio per il Passo di Collardente citato in precedenza (indicazioni sul posto), si inizia la lunga discesa che permetterà di abbassarsi di circa 500 mt. sino a riguadagnare la strada sterrata che dal Passo Tanarello porta a quello di Collardente mt. 1609 e, successivamente alla Bassa di Sanson. Le mappe mostrano un rifugio/bivacco nei pressi ma noi non lo abbiamo trovato. Lasciato sulla sinistra il bivio che scende in Valle Argentina (indicazioni per Realdo), si prosegue sulla sterrata che, con percorso piuttosto monotono, ci farà nuovamente alzare di circa 350 mt. in direzione delle caserme di Marta. Giunti a quota 1960, si può proseguire o (consigliato), prendere la carrareccia sulla destra la quale, con una brevissima risalita, permetterà di toccare l’ampio pianoro dove sono situati numerosi ex-edifici militari oggi ridotti a ruderi e utilizzati dai pastori locali. Proseguendo sulla stessa strada, in breve si torna su quella abbandonata in precedenza, la quale si sviluppa parallela una ventina di metri più in basso a sinistra.

Non rimane che proseguire sulla AV in direzione del Rifugio Grai ( chiuso e in stato di abbandono). Dopo aver lasciato sulla destra l’imbocco di una galleria, qualora la visibilità lo consenta, avvisteremo in basso a sinistra, il lago artificiale di Tenarda nei pressi del quale, in località Colla Melosa mt. 1540 sono situate un paio di strutture ricettive.

Terza tappa Colla Melosa-Rocchetta Nervina

Km. 35 D+ 899 Quota max. 1971- Tempo h. 8.10

Dalla Colla Melosa si risale sulla strada che conduce al Colle della Valletta  per circa 700 metri di sviluppo sino a reperire sulla sinistra le indicazioni per il Sentiero degli Innamorati.

A questo punto sono possibili due opzioni:

Opzione A. Preferibile qualora non si sia avvezzi ai percorsi non difficili ma parecchio esposti. Proseguire sulla strada verso il Colle della Valletta, bypassare il Monte Pietravecchia e il Monte Toraggio sul versante francese e continuare verso il Passo di Fonte Dragurina mt. 1810, situato esattamente sul confine Italo-Francese. Scendere alcuni tornanti, superare il Colle de Corbeau mt. 1404, e proseguire in direzione del Rifugio Muratone mt. 1200 (chiuso).

Opzione B. Si seguono le indicazioni per il Sentiero degli Innamorati, ci si addentra dapprima nel bosco, quindi si attraversa una selvaggia forra rocciosa aiutandosi con l’attrezzatura presente in loco, seguendo le indicazioni rappresentate da un triangolo rosso, a quota 1620 ci si immette sul Sentiero degli Alpini.

Si tratta di uno spettacolare percorso intagliato nella roccia. Molti tratti sono su esili cenge sospese nel vuoto ma, dove è necessario, sono presenti cavi e catene che lo rendono più sicuro. A quota 1640 ci si può rifornire dell’ottima acqua che sgorga direttamente dalla roccia soprastante alla Fontana di san Martino. Si taglia a mezza costa il Monte Pietravecchia mt.2038, e si prosegue in direzione Ovest.

Dopo aver percorso con attenzione e cautela circa tre quarti del Sentiero degli Alpini, ed avere goduto di ambiente e panorami, si giunge alla base della Gola dell’Incisa 1685 mt. Poichè un’ordinanza comunale, a causa di una frana, ne vieta la prosecuzione, si risale faticosamente detta gola superando circa 100 mt. di dislivello e andando a ricongiungersi con l’Alta Via (AV) sul versante francese. La si percorrerà per poco più di un km. di piacevole mezza costa, sino a reperire a sinistra le indicazioni per la salita al Monte Toraggio mt.1973 “Passaggio Nord-Ovest”. Aiutandosi con i cavi e le catene presenti, si superano balze rocciose e ripidi canali e, in circa mezz’ora si raggiunge la vetta.

Ancora un po’ di attenzione per la discesa sul versante Sud, (presenti cavi e anelli di cordino), e ci si ritrova sul percorso dell’Alta Via (AV) che si seguirà sino al Rifugio Muratone (chiuso) ed il poco distante omonimo colle mt. 1157.

Si prosegue verso il Colle Scarasson mt. 1226, si superano le indicazioni per il Rifugio Gola di Gouta , si oltrepassano alcune abitazioni, si scende su di un sentiero immerso in un bosco di conifere e ci si ritrova sulla asfaltata SP69. Poco più avanti è presente un’ampia radura dove è collocato l’Oratorio della Margheria dei Boschi. Il luogo è frequentemente utilizzato come area pic-nic, ed essendo provvisto di acqua (tubo di gomma alla base di un muro in pietra), è consigliabile approfittarne.

Ci attendono ora circa sette Km. e mezzo di strada sterrata, (in realtà piuttosto noiosa), che ci condurranno al Rifugio Paù mt. 1060 ( chiuso e in stato di abbandono). All’altezza dello stesso si reperisce a sinistra l’indicazione per Rocchetta Nervina. Con ulteriori cinque Km. e 800 mt. di dislivello negativo si raggiunge l’abitato, non prima di aver ammirato il ponte Paù e le vasche naturali del Rio Sgorela.

Quarta tappa Rocchetta Nervina-XXmiglia

Km. 20 D+ 929 Quota max. 672- Tempo h. 6.30

Questa ultima tappa prevede di risalire sulla sterrata dove scorre l’alta via a volte indicata come AV e a volte come AVL (Alta Via Monti Liguri). Per fare ciò, dal centro del paese ci si dovrà portare nella parte bassa dell’abitato sulla SP68, seguire la provinciale sino all’altezza di un parcheggio e imboccare a destra  la strada asfaltata in leggera salita in direzione Sud per circa due km fino a quando diventa sterrata. Si prosegue ancora per poche centinaia di metri e, poco prima che la stessa termini, si dovrà reperire un poco visibile sentiero sulla destra. Scendendo un pochino nel folto del bosco, si attraverserà un piccolo rio. Seguiranno circa due km di faticosa e poco visibile traccia nella vegetazione, risaliti circa 400 mt. di dislivello positivo ci si ritrova finalmente sull’ Alta Via (indicazioni sul posto). Il tratto appena descritto, dalla fine dell’asfalto al tracciato dell’Alta Via, è privo di segnalazioni, si svolge all’interno del bosco e alcuni bivi non sono di facile intuizione. Si rende pertanto molto utile l’utilizzo della traccia GPS.

Giunti sulla sterrata, si continua verso il Passo del Cane mt. 580. Si toccheranno il Monte Erisetta mt. 664 e la Cima d’Aurin mt. 465, ormai in vista del mare. Si apprezzerà una splendida vista sull’antico borgo di Dolceacqua sovrastato dall’imponente castello dei Doria e si fiancheggeranno i vigneti da cui si ricava il famoso vino Rossese. Si passerà poi accanto ai calanchi di Terre Bianche (spettacolari forme di erosione dovute all’azione dell’acqua piovana sulle rocce argillose). Il sentiero, a questo punto ripidissimo, procede in direzione del Monte Baraccone. Senza raggiungerne la cima, ci si alza di un centinaio di metri, seguendo poi le indicazioni AV, un dolce mezza costa sulla destra ci condurrà a toccare le antiche chiesette di San Giacomo e Madonna della Neve.

Dopo un’ultima breve impennata, inizierà la discesa verso la meta finale.

 

 

 

 

 

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Cartografia:
ICG 114; ICG 14
grawal
29.08.2020
2 mesi fa

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