- Accesso stradale
- Niente da descrivere tutto nella norma.
Esordisco dicendo. . . .che viaggio!! Era da tempo che era nella lista dei progetti, e finalmente è stato realizzato. Leggendo le varie relazioni-descrizioni delle rispettive 6 tappe proposte per la cresta, non ho molte informazioni utili da aggiungere, al massimo posso riportare la gita e come è stato impostato il progetto.
L’obiettivo era farla in due giorni, cercare di essere il più leggeri possibile, avendo il minimo indispensabile al seguito tra cibo e il necessario per una notte all’addiaccio. Con escursioni antecedenti, abbiamo lasciato nascosta dell’acqua lungo il percorso, preso visione generale per dove passare nei vari colletti e tratti
di cresta più problematica. (soprattutto dal Palon in poi, non tanto per la difficoltà ma per la bontà della roccia, terribile) . Pronti e via, ora non ci sono più alibi, tutto e pronto, il meteo quello giusto è arrivato . . . . . . .partenza dal Kiosko di Caselette alle ore 2:00, con dubbi sulla riuscita, ma indubbiamente con una forte dose di emozione. Fatto due brevi pause, la prima per colazione al Col del Lys, la seconda per pranzo, dopo la Tomba di Matolda (Alpeggio) che preventivamente avevamo depositato il giorno prima, del cibo e il necessario per la notte. (così fino a qua con il minimo carico). Come cecchini siamo arrivati alla Lunella alle 18:05, avevamo preventivato e sperato di arrivare entro tra le 18- 19:00 . . . .quando è calato il buio alle 20:30 sosta per la notte, alla Punta della Nonna. Chiusa la giornata fino a qua con 37 Km di sviluppo e 4500m di dislivello. La notte un po’ travagliata è passata, e alle 7:00 si riprende a camminare. Inizia il tratto dove ci sono meno km di sviluppo rispetto a quello fatto, ma dove è richiesto più tempo e una maggiore attenzione, per scelta di percorso, che in alcuni casi non è molto chiaro su dove passare, ma soprattutto per il terreno accidentale e roccia terrificante. (per scelta fatto tutto da slegati e senza l’ausilio di protezioni corde ecc. . . .tanto impossibile usarli).Dopo innumerevoli sali e scendi e zig zag finalmente si arriva alla attesissima cima del Rocciamelone alle 17:30 . . . .increduli della riuscita ma soprattutto nei tempi previsti. Dolce di vetta con coca zero, due parole con il gestore del ca’ d’asti, e via verso la Riposa. . . . chiuso gita in punta con 6700m dislivello positivo e 52 km sviluppo . . . invece alla Riposa 58km e 5100m dislivello negativo in totale. . . . fatta con il buon compagno Sandro, una garanzia e l’unico con un po’ di sana follia che potesse piacere del buon sano masochismo alpino . . .un grazie di cuore. Alla prossima gita. . . .