- Osservazioni
- Nessuno
- Neve (parte superiore gita)
- Primaverile/trasformata
Scenario completamente diverso rispetto a mercoledì scorso (25 aprile) quando ero salito – sempre da Castelmagno – al vicino Tibert: se 5 giorni fa si poteva partire dal Santuario con le racchette ai piedi e la neve era scarsamente rigelata rendendole particolarmente utili, oggi le racchette sono state nello zaino fino a metà del ritorno e le ho portate in mano nell’ultimo quarto di discesa.
In pratica: partito alle 7.10 (dopo 40 minuti di attesa in auto sperando che il vento si placasse un minimo) con 4°. Salito fino al Gias Sibolet con scarponi, quindi calzati i ramponcini ho raggiunto con percorso libero il colle Intersile e – da lì – la cima (ore 9.30).
Dove c’è ancora la neve era ben rigelata, ma il caldo dei giorni scorsi e – credo – il vento hanno alzato la quota neve e scoperto ampi versanti anche in alto: anche l’ultimo pendio sotto la vetta era abbastanza “spazzato”.
In discesa i ramponcini sono stati utili (sopratutto nel tratto fino al colle Intersile) fin quasi al Gias Sibolet, da lì messe le racchette: la neve è cambiata nel giro di 5 minuti, da ben portante a marcia.
Lungo tutto il percorso sono stato accompagnato da raffiche di vento.
Visto due ciaspolatori e uno ski-alp scendere dal Tibert: in qualche modo quest’ultimo sembrava riuscire a trovare delle lingue di neve collegate tra di loro.
Alla partenza ho incontrato una ragazza diretta al monte Crosetta: anche lei era stupita del cambiamento di panorama, avendo fatto il Tibert giovedì 26 aprile, con sci fin dalla partenza.
Ambiente spettacolare e giornata bellissima.