- Accesso stradale
- parcheggio a pagamento della funivia, non l'abbiamo messa gratis nel parcheggino vicino alla chiesetta ma evidentemente ci siamo persi il cartello perchè abbiamo preso 28 euro di multa, che alla fine è quasi la cifra che pagheresti nel parcheggio. Fare occhio.
Gita isolata e non da sottovalutare per impegno fisico e pericoli sparsi. Il ghiacciaio per il bivacco Luino è a tratti crepacciato e a questo punto della stagione ci ha richiesto un passaggio della terminale abbastanza complesso (all’andata saltata, al ritorno disarrampicato su roccette e poi traversato esposti al seracco soprastante). Difficile riuscire a seguire la linea migliore nelle morene prima del ghiacciaio (la prima lingua è completamente fusa, rimangono solo pietre instabili su rocce montonate) ci sono ometti ma o sono dove si seguirebbe lo stesso perchè e naturale e ben tracciato oppure non ci sono e basta dove servirebbero. il Luino è ottimo, gas e luce disponibili pentola ecc. noi abbiamo dormito in 4 in quello nuovo ma siamo stati come le sardine, se si è in di più bisogna usare anche il vecchio (in stato decisamente peggiore). fino alla base del primo risalto prima del ghiacciaio sospeso tutto molto intutivo (dal bivacco è naturale il taglio lato italia che porta dall’altra), sul findelgletscher noi siamo stati alti, facilmente. Noi abbiamo trovato condizioni secche (troppo) da fine stagione naturalmente, fino al plateau intermedio, poi molto sporco (almeno il lato in ombra e più in alto anche il lato al sole dove la neve era già pappa alle 8). I canalini dello zoccolo sotto al plateau erano secchi e abbiamo fatto un tiro arrampicato coi ramponi su placche di serpentino che hano reso il passaggio decisamente poco confortevole. Lo spigolo a mio avviso offre qualche bel tratto di arrampicata classica alpina sul III e su roccia buona ma rimane una piccola percentuale, per il resto una sequenza impegnativa di tratti dubbi (nonostante non abbiamo mai perso la linea migliore confermata da qualche chiodo e ramponate). Non difficile ma sempre molto esigente in fatto di concentrazione, il passaggio da me giudicato III+ sopra al chiodo arancione è sprotetto e richiede controllo assoluto. Noi siamo poi stati nel canalino di destra (sole) negli ultimi 50m. uscendo su crestina di neve marcia pochi metri a destra dell’anticima. Da lì poche difficoltà (solo un po’ di esposizione) nell’ultimo tratto. Date le condizioni non buone abbiamo optato per la discesa lunga ma camminabile: sulla normale fino all’adlerpass, da lì a sinistra (inizialmente ripido) sul adlergletscher, tenuto la sinistra su dossi (qualche crepo), fino alle morene sul suo margine sinistro. Da lì discesa su morene e rocce montonate (il passaggio sembra essere complesso ma siamo scesi a colpo sicuro in realtà pur non avendo nessuna informazione o traccia. Da sotto, risalita lunga e rettilinea del findelgletscher al colletto appena oltre il Luino. Per questa discesa occorre visibilità buona, cosa per altro consigliabile in generale per questa gita. Noi abbiamo ritardato un po’ causa condizioni in salita e allenamento fisico in parte inferire della nostra seconda cordata, e abbiamo quindi mancato la funivia del ritorno (16.30) e allora a piedi da monte moro a macugnaga su ottimo sentiero ma piedi da cestinare a fine giornata.
Partiti dal luino 4.30, in cima alle 9.30, al luino alle 13.45, a monte moro alle 18 passate a macugnaga alle 21 (senza correre, col cuore in pace in molti tratti, ma non abbiamo dormito).
Gita spaziale, panorami mozzafiato da una posizione insolita per un piemontese. Scarsa frequentazione, ambiente e dislivello contenuto (se si prende la funivia) la rendono una gita molto attraente. Ma bisogna andarci preparati e con qualche alternativa di discesa in tasca, meteo stabile, insomma da non sottovalutare assolutamente. Molto molto meglio se i canalini per arrivare al plateau intermedio sono innevati e rigelati, semplificano e velocizzano infinitamente. Chi fa questa gita non la fa per la scalata o aspetti tecnici del genere, lo fa per il viaggio.