Partito da Parcineto e, passando da Valpiana, raggiunta l’Alpe Giavine, dove inizia il sentiero. La cresta è più lunga di quanto sembri (un’oretta minimo ci vuole dal colle, poco meno al ritorno), mai troppo difficile, anche se occorre spesso aggrapparsi all’erba per tirarsi su. La cima è l’elevazione più “consistente” che si incontra percorrendo la dorsale e contraddistinta sulla sommità da un minuscolo ometto. Discesa per lo stesso percorso fino al ponte in ferro, poi seguendo il sentiero a sinistra per l’Alpe Mundà e raggiungendo quindi l’Alpe Soi per la festa degli Alpini.
Mattinata umida dal meteo variabile, con nebbie sui rilievi alternate ad ampie schiarite che hanno concesso panorami gradevoli. Zona trascurata ma cresta molto divertente, unici inquilini camosci e pernici.
Gita in solitaria.