Servin (Monte) Cresta Est dalla Punta Barale

Servin (Monte) Cresta Est dalla Punta Barale
La gita
abo
4 23/07/2026
Accesso stradale
Sbarra dopo l'Alpe Sulè, quella di Castello è aperta

Sfruttato la e-mtb per togliersi il primo pezzo di strada fino a 2200m circa, quindi alla ricerca del vecchio sentiero delle miniere di P. Corna siamo saliti prima al Colle Speranza (rattaio 4*), quindi discesa ripida lato Est (altro bel rattaio) e infine con un lungo traverso siamo arrivati alla base del canalone rosso, salito prima a sx e poi a dx (rattaio davvero 5*…). Breve saltino ripido per iniziare la cresta (passo di III expo forse evitabile) e poi basse difficoltà fino alla Costapiana. Molto divertente il tratto affilato tra Ortetti e passo del Camoscio, facile ma caratteristico. Doppia breve ma abbastanza obbligatoria, abbiamo lasciato una nuova fettuccia con maillon. Salita alla Barale breve e divertente, roccia quasi sempre molto buona (come per tutto il resto della traversata d’altronde). Dalla Barale la faccenda si fa “seria”, l’expo aumenta, il percorso si fa più accidentato, le difficoltà più sostenute e la roccia rimane molto buona, insomma una figata! Primo tratto di discesa verso i torrioni non difficile e abbastanza evidente, la calata è evidente lato Sud su cordone bianco con moschettone. Noi con corda da 40m siamo arrivati abbastanza al pelo, meglio avere una mezza da 50m. Dopo la cengia arriva il clou della cresta, il rateau de chevre: bellissimo! Expo continua, la cresta qui è costituita da grossi blocchi incastrati per cui per quanto faccia impressione salirci sopra non si muove (quasi) nulla. Molto bello anche il tiro di IV, con partenza leggermente aggettante ben protetta da un chiodo e poi ultimo muretto finale liscio. Da lì le difficoltà diminuiscono (sempre intorno al III comunque) ma la faccenda rimane abbastanza expo fino alla panoramica vetta. Senza correre contare un 3.30-4.30h dal colle alla cima. Discesa dalla cresta Sud assolutamente non banale, si disarrampica un sacco, spesso su terreno esposto, con rari ometti che a volte finiscono nel nulla. Si sta generalmente a dx del filo per poi rientrare a sx in corrispondenza di una doppia da 20m quasi alla fine, sopra il Colle Speranza. Discesa abbastanza spacca-ginocchia fino alla strada ma in un bellissimo ambiente solitario. Materiale usato: corda da 40m (meglio 50), cordoni lunghi, friend 0.4-2BD, 3 rinvii. Poca acqua lungo il percorso!

Davvero una bellissima scoperta, per cui non posso che ringraziare il socio per la proposta! Esposta, sostenuta, divertente e mai eccessivamente difficile. Insomma, la riprova che le alternative alle creste smitragliate di spit ci sono, basta solo aver voglia di cercarle (e poi di percorrerle…).

Link copiato