- Accesso stradale
- ottima, ma stretta strada asfaltata fino al Col Del Preit
Novemilaventotto, novemilacentosette e ottomilaottocentottantuno piedi. Grande giro ad anello, costantemente dominato dalla onnipresente Rocca la Meja in una giornata che è andata meteorologicamente migliorando col passare delle ore: il vento, quinto partecipante alla gita, anche se a tratti fastidioso, ci ha permesso di ammirare suerbi panorami. Al Col del Preit la neve è un ricordo, mentre il presente sono le genzianelle, i tulipani montani, gli anemoni, eccetera. Fino a sotto il Passo Bernoir non si incontrano nevai, ma l’ultimo tratto in prossimità del bunker obbliga a qualche contorsione per aggirarlo….qualche metro lineare prima del passo prendiamo la dorsale e poi la cresta fino alla quota 2713, innominata fino a ieri e da oggi ribattezzata da noi punta Creta: quindi la prima punta della giornata, il Servagno. Ritorno fino al passo della Gardetta tra fiori, risate, marmotte, panorami e soprattutto…..star bene!. Il tratto per il Cassorso non è banale e richiede concentrazione per l’esposizione costante nel secondo tratto. Una breve assemblea al ritorno al Passo della Gardetta ci fa decidere per salire anche la Punta Eco: quattro voti a favore e nessuno contrario; decisione rivelatasi saggia per la soddisfazione provata in cima; catene utili e ultimo tratto aereo.
Circa otto ore per l’intero anello.
Effettuando il percorso ad anello di ampio respiro (circa 1800 m di dsl) e sviluppo (circa 20 km) si salgono tre cime oltre i 2700 metri (Cassorso, Servagno, Eco) con panorami notevoli, costantemente dominati dalla Rocca la Meja: richiede allenamento e piede fermo soprattutto per il Cassorso e la Eco, che presentano tratti esposti ed attrezzati con catene.
Con la scoppiettante compagnia di Monica, Tiziana e Gian Mario.