Le difficoltà possono variare a seconda delle condizioni; comunque questa via, seppure breve, rimane sempre abbastanza sostenuta.
Utili nut, friend fino al #1, una scelta di chiodi da roccia con almeno un paio di lamette, un paio di fittoni da neve, un paio di viti corte in caso di ghiaccio, eventualmente warthog e pecker.
Qui piegare nettamente a destra, traversando senza più guadagnare quota, in direzione della base dello Scalocchio che è la cima più a destra del vallone.
Raggiunta la parete più alta e più a destra, che in realtà fa capo a un avancorpo e non alla cima più alta dello Scalocchio, si supera uno speroncino roccioso e il primo ripido canale che si incontra è quello percorso dalla via. Conviene raggiungere per pendii ripidi (50-55°) l'ingresso del canale e sostare alla sua destra in una specie di nicchia.
- 1° tiro: dalla nicchia si traversa verso sinistra e si entra nel canale, quindi si sale verso sinistra lungo la linea di minor pendenza (60/65°). Si supera un tratto più ripido (70°) e si piega nettamente a destra verso la parete di roccia a fianco, dove si attrezza una sosta con ch. (50 m).
- 2 tiro: si sale costeggiando la parete di roccia (65-70°, possibili protezioni su roccia a destra), ci si sposta prima leggermente a sinistra per poi piegare in diagonale a destra, superando un tratto molto ripido (ghiaccio o misto appenninico, 80°). Su pendenze inferiori si giunge ad una grotta, sulla destra del canale, dove si attrezza la seconda sosta (50 m).
- 3° tiro: si sale ripidamente costeggiando le rocce (possibili protezioni con friends), quindi si traversa 2 metri a sinistra (1 ch., non reperibile con forte innevamento) e si sale verso una piantina, (70°, tratto assai delicato in caso di neve inconsistente). Si supera la pianta e si esce su cresta. Si percorre verso destra la crestina molto affilata per 2-3 metri ma che presto si allarga; conviene proseguire fino a trovare delle rocce chiodabili, poco a sinistra (40 m).
Da qui si può continuare per cresta fino alla cresta principale, che seguita verso sinistra porta in cima allo Scalocchio. Si scende quindi fino alla sella che lo separa dal Gendarme della Nuda, dalla quale si scende per un ampio canalone a sinistra, tornando sui pendii basali attraversati all’andata.
Dall’ultima sosta si può anche scendere subito nel canale sottostante (canale NE, fra l’avancorpo e la paretina successiva che fa capo allo Scalocchio), raggiungendo i pendii basali più direttamente.
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