Sass de MuraGiro delle Banche

Sass de MuraGiro delle Banche

Dettagli
Dislivello (m)
1950
Quota partenza (m)
660
Quota vetta/quota (m)
2300
Esposizione
Nord
Grado
EE/F

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio B.Boz

Avvicinamento
Dal parcheggio del lago della Stua prendere il sentiero n.811 che dopo due svolte su asfalto si inoltra nel bosco. Il sentiero sale con molti zigzag fino al Passo Alvis 1880m, per poi scendere di 100 metri fino al rifugio B.Boz 1718m.
Dal rifugio salire alla vicina Malga Neva 1741m e da qui seguire le tracce che si addentrano nel bosco fino ad incontrare il sentiero n.748. Imboccare per pochi metri il sentiero verso la vostra sinistra per poi subito piegare su un secondo sentiero verso destra. Fare attenzione perché non è molto visibile. Il suddetto sentiero porta ad una sorgente per poi arrivare al Cadin di Neva e a concludersi alla forcella Neva 2148m.
Dalla forcella (panorama sulle Pale di San Martino), seguire gli ometti che salgono a destra verso le pareti del Sass de Mura, superare un profondo intaglio di qualche metro (II grado), e salire fino ad incontrare la traccia di sentiero che percorre la banca sabbiosa a ovest della montagna.
Note
Questo itinerario permette di percorrere l'intero periplo del Sass de Mura, lungo le 4 cenge che caratterizzano i 4 lati di esso. Di solito viene percorso in senso orario, che nell'ordine sono: cengia posterna, cengia est, cengia soliva e cengia ovest.
Non vi sono pericoli oggettivi, se non quelli della forte e continua esposizione e dell'impossibilità di assicurazione. Possibilità di ghiaccio o neve sul lato nord. Il percorso è logico e segnalato da ometti, ma comunque da evitare in caso di nebbia o brutto tempo.
Descrizione

Una volta raggiunta la banca ovest, provenendo dalla forcella Neva, dirigersi facilmente verso lo spigolo (alla vostra sinistra) adducente alla banca posterna (nord). Seguire l’esile traccia di passi su ghiaia che con vari sali e scendi spesso innevati e infidi, contorna tutta la parete nord. Molte stalattiti nelle parti umide.
La cengia scorre in leggera discesa, fino a due grossi gendarmi che sovrastano la Forcella Cimonega (possibile via di fuga verso i bivacchi Feltre e Bodo). Doppiando i gendarmi si entra nella cengia est, dapprima abbastanza larga e sabbiosa, poi via via più esile fino quasi a scomparire lungo la parete. Da qui seguire gli ometti che indicano la direzione poco chiara. Con alcuni passaggi di I e II si sale fino a raggiungere l’inizio di un nuovo cornicione roccioso che porta al caratteristico arco naturale (può essere attraversato o aggirato); da qui è ben visibile la banca sud. Forse la più scenografica ed esposta. Calarsi per pochi metri su terreno infido ed in forte esposizione. La cengia è concava e i giochi di luce tra le nebbie molto comuni in questo punto, danno al luogo un aspetto surreale ed impressionante.
Man mano si avanza si nota che la cengia è più mansueta di quello che sembra, e facilmente si arriva allo spigolo della cresta sudovest. Da qui inizia la via normale alla cima ovest (vedi itinerario).
Oltre lo spigolo si entra nella banca ovest che è la più facile. Dopo tre ore nel vuoto, si ritorna in un mondo orizzontale verso la forcella Neva.

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scrivendo a redazione@gulliver.it
Cartografia:
Tabacco 023
andreamilano
01/10/2015
5 anni fa
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