Arrivo a Passo Croce d'Aune. Necessità di doppia auto o trasferimento in taxi.
Dall’albergo alpino Boz, dove termina la strada ad accesso libero, si raggiunge in breve il Lago della Stua, specchio d’acqua artificiale alimentato dal torrente Caorame che attraversa la Val Canzoi. Si prende la forestale (segnavia 802) che costeggia il lago a sinistra e la si segue fino a raggiungere un sentiero che da accesso alla selvaggia e stretta valle detta il Porzil. Si sale ripidamente nel bosco fino a sbucare in un vallone erboso ed un immenso pianoro, i Piani Eterni, che si estendono grandiosi e verdissimi ad un’altezza media di 1700 mt. Qui sono presenti le due casere Brendol ed Erera (pernottamento spartano alla Malga Erera con possibilità di mezza pensione). Questa prima tappa si sviluppa su 6 km per un dislivello di circa 1000 m.
Dalla malga si stacca, a nord-ovest, il sentiero 851 che sale giungendo ad una sella con grande visione sulle Pale di San Martino. Oltre la sella si scende a sinistra giungendo ben presto alla Forcella dell’Omo 1946 m. Da qui in poi hanno inizio valloni, cenge erbose e canalini sassosi con qualche tratto attrezzato da percorrere con cautela; bella visione sul Lago de La Stua e sulla Val Canzoi; impressionante e bellissimo il canyon del Caorame. Usciti dalla cengia e giunti su un pendio d’erba in vista della Casera Cimonega si ignora la deviazione per i bivacchi Feltre e Bodo e si risale, con numerose serpentine, l’erta pascoliva del Col dei Bechi; qui ha inizio il sentiero de I Caserin che costeggia a lungo la base della parete sud del Sass di Mura. Attraverso buone cenge ed un breve tratto con corda fissa metallica si giunge al Pass di Mura e ci si affaccia sulla verde conca di pascolo di Neva, scendendo per prati al Rifugio Boz (seconda tappa con sviluppo di 11 km e numerosi saliscendi a totalizzare 1000 m di dislivello positivo).
Si prende a sud il sentiero 801 che inizialmente procede quasi pianeggiante quindi si sale leggermente a raggiungere il Passo Finestra e più su ancora fino nei pressi della cresta del Monte Zoccaré Alto. Superate alcune forcellette di cresta si sale rapidamente verso il Sasso di Scarnia; si salgono alcuni gradini intagliati nella roccia, qualche passaggio esposto in ambiente severo e suggestivo, torrioni, mughi, ghiaioni per raggiungere una sella erbosa subito sotto la cupola del Monte Ramezza. A sinistra della cresta si scende a costeggiare gli enormi massi che coprono la cosiddetta Piazza del Diavolo e successivamente la verde Busa di Pietena, zona ricca di fossili e strane pietre lavorate dai millenni. La buona mulattiera militare porta comodamente e con ampie curve verso la grande Busa delle Vette, conca solitaria e bellissima, ricca di pascoli fra dirupi e ghiaioni bianchissimi, fiabescamente colorata per la fioritura estiva. Si sale dolcemente al Passo delle Vette Grandi ed in breve si raggiunge il rifugio Giorgio Dal Piaz in eccellente posizione panoramica (terza tappa di 13 km. e dislivello positivo di 1000 m)
Per buona mulattiera, sentiero o per strada forestale si scende con il segnavia 801 al Passo di Croce d’Aune (4 km circa) dove è necessario organizzare un trasferimento in auto per tornare al punto di partenza (Lago della Stua) che dista 26 km, 40 minuti in auto.
- Cartografia:
- https://altaviadolomitibellunesi.it/
- Bibliografia:
- Il sentiero degli eroi. Dolomiti 1944. Una storia di Resistenza di Marco A. Ferrari.
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