Saler (Cima) da Ceresetta

Saler (Cima) da Ceresetta

Dettagli
Dislivello (m)
1255
Quota partenza (m)
765
Quota vetta/quota (m)
1814
Esposizione
Sud-Est
Grado
EE

Località di partenza Punti d'appoggio

Note
Salita alla Cima Saler per il versante sud-est, percorrendo la mulattiera che da Ceresetta sale a Ceresa, ancora molto ben conservata, ma molto sporca di foglie e ricci di castagno; poi su sentiero delle antiche miniere di Ceresa, fino alla pozza di Gisulai, segue un tratto di sentiero meno evidente fino alla bocchetta sopra l’Alpe Crest, quindi su terreno aperto in cresta fino alla Cima Saler.
Il tratto di percorso dalla pozza di Gisulai al Crest, li sentiero e meno marcato, in alcuni tratti traccia molto vaga, però ogni tanto è segnalato con bolli vernice rossa, verde e gialla; in più nelle deviazioni, sono presenti scritte su alberi delle località da raggiungere. Aggiungo una raccomandazione per chi dovesse ripercorrere questo itinerario, di porre attenzione nel tratto di traverso finale prima del bivio di Lazie, in quanto trattasi di sentiero molto stretto e sporco di foglie di faggio che taglia sotto un bosco di faggio su pendio molto ripido.
Descrizione

Lasciata l’auto nel piccolo piazzale acquitrinoso subito a destra del ponte sul Rio di Vasario, si percorre pochi metri di asfalto e subito inizia la mulattiera, segnalata con tacche bianco-rosse, che in una ventina di minuti, giunge alla borgata Ceresa; seguire un tratto di asfalto, poi salire alla chiesetta di Sant’Anna. Dai pressi della chiesa inizia il sentiero che risale il vallone, parallelo al rio fino ad un bivio, salendo a destra si va alle miniere, mentre proseguendo in piano si giunge alla Pozza di Gisulai, attraversare il Rio Ceresa, superare la pozza su una passerella in legno e risalire il sentiero che si inerpica sul pendio boscoso passando nei pressi delle baite Gisulai e Branciai; facendosi guidare dalle tacche di vernice su alberi seguire il sentiero che con un traverso in leggera salita raggiunge la deviazione per Lazie da non seguire ma risalire a sinistra verso Crest e dietro la baita, alla bocchetta di quota 1548. Ora si è su terreno aperto le tacche di vernice indicano di risalire la facile cresta erbosa che ci porta con un aggiramento a sinistra di un affioramento roccioso, alla sommità di Cima Saler. Discesa per la stessa via di salita.
Variante di discesa per gli amanti delle gite complicate fra la boschina: discesa tranquilla al colletto delle baite Saler m. 1685, risalita alla quota 1698 ed un tratto di facile cresta; poi inizia la discesa alla depressione immediatamente prima della quota 1649, risalita alla quota 1649 e discesa alla depressione dove è ubicata la baita Cudrai, qui si inizia a trovare un po’ di boschina. La salita al Picco Cudrai inizia dietro la baita sul lato sinistro una traccia di animali taglia il lato ovest della parete del Picco e giuge ad una selletta; dalla selletta verso nord est fra cespugli di noccioli si raggiunge la sommità m. 1540. Più a sud esiste un altro spuntone che si raggiunge con camminata ad ostacoli fra cespugli, ed è il picco Cudrai m. 1540 rappresentato sulla carta Valsoana Mu-edizioni, ma in realtà e più basso, quota 1510 ( Garmin precisione 4 metri). Ritorno alla baita Cudrai e poi per sentiero in leggera salita nel bosco di faggi si raggiunge la baita Montenero, si attraversa il vallone e si punta a riguadagnare la bocchetta m. 1548 sopra il Crest e dalla bocchetta alla macchina per il percorso fatto in salita.

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Cartografia:
MU Edizioni - Carta della Valle Soana
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