Ruvic (Monte) da Verthuy per il vallone di Valmeriana e il Colletto Giron

Ruvic (Monte) da Verthuy per il vallone di Valmeriana e il Colletto Giron
La gita
erba-olina
5 21/09/2013
Accesso stradale
Parcheggio a bordo strada a Cloutraz

Partiti poco dopo le 6.00 con uno splendido chiaro di luna e al lume delle frontali, fra una chiacchiera e l’altra abbiamo clamorosamente mancato l’ingresso del sentiero 1 dalla poderale. Proseguito quindi sulla sterrata per abbandonarla al primo tornante (q.1179) dove uno sbiadito bollo giallo indica di continuare dritto su una stradina che poi diventa sentiero 4/5. Al bivio ci siamo mantenuti sul n. 4 che sale ripidamente alla baita Montzeon (q.1465) e si ricongiunge poco oltre con l’itinerario n.1 scoprendo, in modo del tutto fortuito, una possibile alternativa di salita.
Il sentiero 3 per il colle Giron si interrompe a q. 2400 circa. Da qui si possono seguire tracce diverse: una percorre la pietraia e poi il ghiaione tenendosi più o meno al centro del canale (qualche ometto), l’altra risale una cengia erbosa a lato del macereto costeggiando il versante SE del Monte Giron fino q . 2480 circa e traversa poi in direzione del colle su pietraia. La prima è più remunerativa in discesa.
Dal colle conviene spostarsi verso dx (versante Comba d’Orsiere) aggirando così una piccola bastionata rocciosa, si sale poi cercando il percorso migliore su grandi blocchi, gli ometti sono pochissimi e molto distanti fra loro e, come evidenziato nell’itinerario, sono utili più che altro ad indicare un possibile passaggio nei punti più ostici. Il diedro-canale comporta una perdita di dsl di una ventina di m. (lato Orsiere) dato che lo si deve discendere all’andata e ovviamente risalire al ritorno. Parecchi comunque i saliscendi dal colle alla punta. Una spolverata di neve (evitabile) poco sotto la cima.
Tutti i sentieri percorsi (1-3-4) sono tracciati molto bene e consentono un’ottima progressione. Il tratto finale potrebbe essere problematico con scarsa visibilità.

Con Tiziana e Roberto: oggi finalmente niente nebbia vagante, rimasti perciò oltre un’ora in vetta a gustarci i panorami e un bel sole tiepido, poi un po’ a malincuore siamo tornati sui nostri passi. Un saluto e un ringraziamento a Vanda per avermi messo in testa di salire al Ruvi da questo stupendo e solitario vallone.

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