Ruetas (Monte) scivolo SO

Ruetas (Monte) scivolo SO
La gita
abo
5 21/01/2026
Accesso stradale
Qualche park gratutito a Pattemouche
Osservazioni
Nessuno
Neve (parte superiore gita)
Polverosa
Neve (parte inferiore gita)
Polverosa
Quota neve m
1100

Partito da Pattemouche su traccia estremamente zigzagante e lunga fino al Clot, da lì ho tracciato principalmente su croste da vento morbide fino al Morefreddo. Prima discesa sul versante ovest del Morefreddo fino a Clot del Prà per valutare qualità e sicurezza della neve: zero accumuli, farina con crosticine da vento variabili solo sui versanti O. Decido quindi di andare a vedere le canne d’organo del Ruetas, ripellando fino a poco prima della cima del Morefreddo e tagliando poi in leggera discesa fino al Colle. Opto per risalire la Nord, più comoda e ottima alternativa in caso di ritirata. Tracciando cum grano salis dove d’estate ci sono delle costole rocciose il pendio mi è sembrato stabile e sicuro: la neve umida del weekend col freddo di questi giorni si è aggrappata bene alla precedente e le 4 dita di lunedì rimangono ben aderenti al tutto, zero tracce di azione del vento. In mezz’oretta sono in cima fuori dal freezer, le canne d’organo confermano l’impressione che ho avuto da sotto: farina assestata non toccata dal vento. Due curve per valutare il pendio, poi 6 fino al roccone sotto la cima per valutare lo sluff e poi giù senza soluzione di continuità fino al fondo del pendio, 500m più in basso. Da Clot del Prà in giù neve freddissima, velocissima e ultra-divertente fino alla pista di fondo (prima volta in 15 anni che trovo i prati sopra Seytes senza accenno di crosta o neve umida). Pista di fondo scorrevole ma discretamente affollata.

Le condizioni descritte ovviamente fanno riferimento esclusivamente al momento della mia gita e come tali vanno prese: in un pendio così grande ed esposto basta una notte di vento per stravolgere tutto, creando anche accumuli pericolosi. Inutile sottolineare che sia per questo pendio che per il nord (che oggi ho valutato stabili e così si sono rivelati) le condizioni di sicurezza vanno valutate soggettivamente e sul posto, con buona conoscenza del territorio, delle possibili vie di fuga e con occhio critico sull’evoluzione nivo-meteorologica (insomma, non criticate a prescindere e non seguite nemmeno le tracce degli altri come dogmi della fede).

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