- Accesso stradale
- In auto al Lago di Verney
Oggi ritorno al Colle del Piccolo San Bernardo e salita al Col des Rousses (nome che invece sulle carte francesi è riservato al nostrano Col d’Arguerey) con due target: non prendere pioggia e scendere nel sottostante vallone di Beauprè per proseguire verso il Col d’Arguerey.
Quello che sembrava il più difficile, cioè restare asciutti, è andato via liscio nonostante qualche chicco gelato all’arrivo al colle e le minacciose nuvole grigie sulla testa.
Invece per la discesa cartellino rosso. Arrivati al colle ho fatto alcuni passi in discesa sul versante opposto e Frank è subito rientrato dicendo “No, grazie”; guardando bene ho realizzato che per la discesa era forse più indicato il paracadute (il canale è praticamente verticale senza appigli) così ho desistito. Quindi ritorno per lo stesso percorso di salita e anche un po’ prima del previsto.
E’ sempre però una gita da 5*: l’ambiente è superlativamente selvaggio, la salita tosta e faticosa al punto giusto, passato il Col della Pointe Rousse la solitudine è totale e poi c’è da rimirare quella sorta di inghiottitoio naturale in cui il torrentello che scende dal pendio detritico viene fagocitato e scompare nelle viscere: peccato oggi non sia ben visibile perché ancora innevato. Del resto sono ancora parecchi i nevai residui, ed oggi si possono anche definire identificabili il Ghiacciao des Rousses ed il Ghiacciaio meridionale dell’Hermite.
Giornata in compagnia di Frank, ritornato in campo ma oggi il terreno di gioco era davvero pesante per lui.
Un grazie alla moglie per avere condiviso la giornata e per il coffee-break da Francois al Colle del Piccolo San Bernardo.