Rousses (Sommet des) dal Lago Verney per il Colle della Pointe Rousse

Rousses (Sommet des) dal Lago Verney per il Colle della Pointe Rousse
La gita
brunello-56
5 18/10/2014

“Io vagabondo” è stata la colonna sonora: cielo blu, percorso pulito da neve, temperatura estiva, niente vento: con queste condizioni, incredibili per metà ottobre, io e Frank abbiamo vagato negli angoli più nascosti del vallone per destinazioni fuori dalle comuni rotte escursionistiche e non segnate sulle carte.
Alla partenza al Lago di Verney ho scartato il sentiero n. 14 per seguire il percorso, segnato con evidenti bolli gialli, che sale al Lago di Verney Superiore. Qui non l’ho lasciato per scendere sul n. 14, ma ho continuato; naturalmente l’ho perso, visto che si confonde tra le infinite tracce, però il percorso è sempre facile, su prato ed abbastanza obbligato, quindi niente panico. Arrivato poi al canalone franato ho scoperto che il sentiero, bollato e con ometti e frecce, era appena un metro sotto, quindi l’ho ripreso e sono arrivato sul n. 14, scoprendo finalmente dove porta quel bivio appena sotto il colle.
Salita al Col des Rousses come da descrizione, con toccata e fuga alla Sommet des Rousses visto che Frank, che non arrampica, aspettava sotto. In discesa ho poi scoperto il percorso sui detriti che almeno risparmia un tratto di pietraia. Una volta ridisceso sul nevaio era grande la curiosità di vedere il Ghiacciao de l’Hermite dall’alto, per cui risalita alla sella 2827 m e da lì anche alla punta 2857 m, sempre con toccata e fuga avendo Frank in attesa alla base.
Gita e giornata di infinita soddisfazione, soli io e Frank in questo angolo sperduto e nascosto del vallone. E se per questa stagione è stata l’ultima uscita escursionistica in quota, devo dire che la stagione si è chiusa in bellezza.
Valutazione: tutte le stelle a disposizione, cioè solo 5.

Grazie alla moglie per avere trascorso questa giornata al Colle del Piccolo San Bernardo, seguita poi dalla cena all’Ospizio che si sta ormai preparando alla chiusura. E “Mercie Greg!” per la cortesia
Un saluto a Marco, col rammarico che il meteo inclemente di venerdì non ci abbia fatto condividere quest’avventura che avrebbe sicuramente entusiasmato.
Infine un grazie all’instancabile Frank, oggi davvero incredibile sul percorso e sui massi da ciclopi della pietraia.

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