- Accesso stradale
- Pochi posti in prossimità di Vrù, oppure qualche spiazzo lungo la strada che si percorre salendo da Cantoira.
- Traccia GPX
Sentiero ben mantenuto e ben tracciato fino alla miniera Brunetta (interessante sito minerario, oggi ecomuseo purtroppo non visitabile causa frana; il Cai di Lanzo offre una visita virtuale inquadrando il QR code sul posto). Da qui il sentiero è meno tracciato e la vegetazione un po’ invasiva, segno del minor passaggio. Ravanando un po’ ed in assenza di sentiero, dall’Alpe Mutte Superiore occorre raggiungere la strada Sistina-Lago di Monastero. Noi abbiamo optato per salire verso il colle Perascritta e poi, per semplice cresta, in vetta a La Rossa. Per la discesa abbiamo scelto di effettuare un anello verso il Colle Gavietta, Alpe Soglia, Alpe Inversetti (fontana aperta) e infine il Santuario di San Domenico (altra fontana) posto su un pendio solatio favoloso. Da qui, intercettando sulla sinistra il sentiero che scende verso Vrù e in breve raggiunge il sentiero percorso al mattino, si chiude l’anello.
Percorso interessante per spunti sociologici e storici: il borgo alpino di Vrù è davvero grazioso con le sue “chintanes”, percorrendo le quali si possono notare l’antica pavimentazione in grosse pietre, le case antiche costruite con muri a secco e copertura in lose, le “storie alla finestra” con il racconto della famiglia che in quella casa ha vissuto o che da quella casa è emigrata in cerca di fortuna. Nel borgo sono racchiusi altri luoghi: la Cappella della Madonna della Neve, un piccolo e prezioso Presepe Meccanico nato dall’ingegno straordinario di Francesco Berta e, poco fuori dall’abitato, in borgata Rivirin, la riproduzione in pietra della Mole Antonelliana, della Torre di Pisa e del Rocciamelone realizzate sempre dal fantasioso Cichin, agricoltore e operaio alla teleferica delle miniere di talco e che nel tempo libero creava opere artistiche straordinarie.
In compagnia di Valter.