Rossa (Guglia) o Aiguille Rouge da Grange di Valle Stretta

Rossa (Guglia) o Aiguille Rouge da Grange di Valle Stretta
La gita
pedrito
3 14/11/2010
Accesso stradale
ottimo sgombro di neve e ghiaccio

Nonostante le ginocchia fuori uso, oggi non c’è l’ho fatta a stare fermo….
Rifiutata l’idea di fare una racchettata visto le condizioni nivologiche, grazie alle “dritte” del rifugista del 3° alpini, che ci ha confermato che in zona aveva nevicato poco e poi era piovuto molto… abbiamo scelto questo itinerario, penso molto frequentato d’estate. In effetti è molto bello, ma penso che il periodo ideale sia questo: la mulatteria con bel tappeto di aghi di larice e molto suggestiva. Nebbie alla partenza e solo noi in tutta la borgata… incontrato neve più o meno continua da quota 2000, purtroppo i grossi nevai fuori del bosco non avevavno rigelato, e pur non essendoci tanta neve, si sfondava abbastanza rendendo faticosa la salita, per fortuna dal lago in sù ha tirato vento e la neve era più dura e rigelata, orientandosi alla “belle e meglio” nella nebbia più fitta con cartina e bussola abbiamo ritrovato il sentiero,tra i nevai, proprio mentre abbiamo “finalmente bucato le nuvole sui 2.200 all’incirca da qua abbiamo tagliato un po’ per raccordarci con il tradizionale sentiero che sale dal Colle della Scala. Data l’esposizione del pendio la neve qua era poca ed è rimasta sul sentiero lasciando proprio solo pulito il bordino esterno molto friabile (attenzione agli sfascumi che rotolano sul sentiero sottostante…) comunque nei tratti più ripidi c’erano delle comode vecchie peste gelate che aiutavano, bellissimo l’arrivo in vetta con le spume sottostanti, e vento fastidioso ma non troppo. Ritorno meglio del previsto con nebbie che si sono diradate ed alzate permettendoci di godere appieno il panorama, non visto in precedenza; alcune considerazioni personali:
– gita da fare secono me assolutamente in autunno inoltrato con una spruzzata di neve, per l’ambiente e colori, occhio solo che le condizioni cambiano poiché la ripida pala finale con neve, soprattutto dura, e sfasciume non è banale, quindi prevedere almeno di portarsi dietro i ramponi (difficoltà EE-EEA)
– Sconsigliabile la salita con molta neve da questo versante perché la parte iniziale della comba di Miglia e sovrastata da due canaloni boschivi valanghivi niente male… e la pala finale richiede neve molto sicura, conviene in invernale (da quel che ho potuto vedere) partire da Nevache, sempre però con neve ben assestata per il tratto terminale.
– Zona Combeynot- Lautaret ben innevata, Thabor altrettanto ma dai 2100-2200 in sù,
– Val di Susa neve: per il resto per quel che si è visto non c’è molto, se non manto regolare dai 2000-2200 in su sui veransti nord-nord-ovest, ma adesso sicuramente le prox nevicate cambieranno le condizioni

Bella gita ancora in “assetto escursionsitico”, presa per capelli anche se i nevai trovati ci hanno fatto per un momento rimpangere le racchette, totalmenti soli nel vallone a parte un camoscio e una coppia di francesi (penso presumibilmente saliti da Nevache dove vi era molta meno neve nella parte bassa). Ginocchia cigolanti e doloranti, ma tutto sommato con il passo da “nonu” soprattutto in discesa è andata bene.

Link copiato