Rebbio (Punta del) o Bortelhorn Cresta SO dalla Forca del Rebbio

Rebbio (Punta del) o Bortelhorn Cresta SO dalla Forca del Rebbio

Dettagli
Dislivello (m)
2000
Quota partenza (m)
1419
Quota vetta/quota (m)
3192
Esposizione
Sud
Grado
PD

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Citta' d'Arona

Avvicinamento
Da Domodossola seguire le indicazioni per il Passo del Sempione. Dopo la galleria a Varzo prendere il bivio a dx per San Domenico. Risalire la Val Cairasca fino al suddetto paese. Attraversarlo e scendere fino al fondo della valle. Lasciare l'auto in un grande spiazio erboso a lato di una casa isolata. A sx oltre il ponte e' posto il divieto d'accesso ai mezzi motorizzati.
Note
Valida alternativa alla salita da Berisal (Svizzera) questa dall'alpe Veglia anche se decisamente piu' lunga e con maggior dillivello. In stagione propizia ci si puo' appoggiare al rifugio posto ai margini del bel pianoro di Veglia e cosi' spezzare la gita usufruendo di due giorni, sicuramente utili al fine di godere al massimo delle bellezze di questo sito da una gita in completo ralax con spunto alpinistico interessante sul finale.
Descrizione

Da Ponte Campo localita’ posta un km a monte di San Domenico, oltre il ponte, una carareccia (lastricata in piu’ punti) sale all’Alpe Veglia. Giunti nella splendida conca attraversarla per intero in direzione nord-ovest. Sulla sx il Leone domina la conca con la sua possente mole. Giunti al fondo dell’estesa conca prativa a una malga (quota 1750mt ca), seguendo le indicazioni per la Bocchetta d’Aurona, dei cartelli marcano il percorso da seguire per l’accesso alla Forca del Rebbio. Un sentiero con bolli di vernice bianco rossa con percorso tortuoso su per ripide chine erbose, in ultimo, con l’ausilio di alcune funi metalliche porta alla forca del Rebbio suddetta, da dove sulla dx diparte la lunga cresta (1km ca), con percorso accidentato nel primo terzo di salita . Frequenti uscite dal filo di cresta si richiedono al fine di evitare i passaggi piu’ scabrosi sul filo medesimo, che a scelta, si possono comunque superare (se si opta di rimanere sul filo) senza mai andare oltre il III°. Questo nel primo terzo di salita della cresta una volta lasciata la forca . Poi le cose migliorano, la cresta diviene piu’ docile, in corrispondenza del punto dove essa nell’ultimo tratto, si ricongiunge con all’itinerario salente dalla Svizzera. Diviene larga quantunque piu’ ripida, con un ultimo salto netto poco sotto la vetta, superabile grazie all’ausilio di una fune. La discesa si effettua seguendo per un tratto il filo della cresta nord-est . Ad un certo punto la si abbandonera’ divallando progressivamente verso dx per canalini e ripidi pendii detritici, interroti sovente da brevi saltini netti da scendere in disarrampicata con attenzione (consigliabili con um minimo di sicurezza), fino a guadagnare i nevai alla base della parete sud (in parte utilizzata per la discesa sul finale). In traverso discendente tendendo a procedere da dx a sx al sommo di una erta sponda, si riguadagna il sentiero di salita, che si ripercorrera’ a ritroso fino al punto di partenza. (il giro completo, avvicinamento, percorso di cresta, piu’ discesa a chiudere l’anello, richiede dalle 11 alle 12 ore se effettuato in giornata). Non si esclude come detto la possibilita’ di smorzare il tragitto in due giorni utilizzando in stagione piu’ propizia le strutture ricettive in loco).

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Cartografia:
IGC 1:50:000 Domodossala e Val Formazza n.11
Bibliografia:
Guida dei Monti d'Italia Alpi Lepontine
enzo51
11.11.2015
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