Provenzale (Rocca) – Danza Provenzale

Provenzale (Rocca) – Danza Provenzale
La gita
accrocchista
3 22/09/2007

Prima nota: per trovare la partenza portarsi dietro la foto presente sulla relazione dello Spigolo di Gaia (http://www.gulliver.it/images_gite/blt_18943.jpg), pena il perdersi come degli scemi…
Ascesa gradevole e continua, direi tutta sul 5a/b, tranne il passaggio chiave sul tetto dell’ultimo tiro da 6a, molto ben protetto. Il passaggio in diagonale di L4, più molte indicato come “tecnico”, per chi ha una media/buona tecnica di piedi risulta un passaggio qualunque. Protetta quasi ovunque bene, tranne che in 2/3 passaggi: appena sopra il tettuccio del quinto tiro (piazzato un nut piccolo) e subito prima della catena dell’ultimo tiro. In particolare attenzione appena passato il passaggio chiave dell’ultimo tiro (il 6a obbligatorio), occorre puntare in verticale a “cercare” la catena che è tre metri sopra, ma non visibile. Quei tre metri sono indubbiamente facili, ma se per errore si cade senza una protezione volante sistemata, si battono i piedi sul tetto appena superato. In quei 3 metri non ci sono spit, consiglio di piazzare una protezione mobile (io ho sistemato un cordino intorno a uno speroncino).
La cordata prima di noi ha avuto “il coraggio” di attrezzare anche l’ultimo tratto dopo l’ultima catena, che gli ha permesso di uscire sulla normale e tornare a piedi a casa. Noi abbiamo preferito fare le doppie, ben descritte dalle altre relazioni, ma che sono risultate lentissime, soprattutto per la difficoltà di certi passaggi in diagonale che ci hanno obbligato a manovre di “mungitura” spit in discesa. Fare SEMPRE il nodo alla corda. Nella penultima corda doppia ho rischiato per distrazione di saltare la catena del secondo tiro, puntando all’alberello, e mi sarei fermato sui miei nodi (che faccio sempre…) se Buxi non mi avesse gridato “guarda che devi aver superato la catena!”

Prima nota: la mia prima relazione scritta, perdonatemi, se potete.
Sul finire dell’ascesa, mentre ero appeso al tetto di 6a, Buxi ed io abbiamo sentito le 4 pale di un elicottero “sfiorarci le chiappe”. Ovvio, non era così vicino, ma era un bel po’ vicino, tanto che ci ha buttato per 10 minuti addosso polvere e schifezze varie. Quei 10 minuti gli ci sono voluti per portar via il francese che ha percorso con la compagna lo Spigolo di Gaia accanto a noi, e che pare si sia poi fatto male nel tratto di normale che aveva percorso alla fine della sua ascesa. Vi assicuro che essere appesi a uno spit e vedere uno con il casco da robocop che apre il portellone dell’elicottero e si butta giù in cordata, a poche decine di metri da te che sei sempre appeso a quello spit, fa una certa impressione. Spiaccicati sulla roccia, come un geco, e preghierina che il pilota sapesse il fatto suo. Una preghierina ovviamente anche per il francese soccorso.

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