- Accesso stradale
- ottimo posteggio alle ultime case di Bracchiello
Premessa: ravanata cosmica.
Salita nata per caso, dopo essere stato al dirimpettaio Pellerin ed al Colle Crosiasse, avendo visto il versante N/NE del Plù inaspettatamente spoglio dalla neve, mi sono detto ora o mai Plù.
Raggiunto un guado sul torrente nelle vicinanze dell’Alpe Pian Peccio (il primo ostacolo era appunto trovare un punto per superare il torrente che al momento è bello gonfio, mi son bagnato ugualmente i piedi), ho iniziato una ravanata epica nel pendio boscoso tra chiazze di neve, rododendri e ginepri, e zone di pietraia: tutti i terreni peggiori che si possano trovare.
Dopo 200 m di dislivello sono riuscito a raggiungere la dorsale N/NE, pulita sul lato sinistro, con un bel nevaio al centro che non ho potuto sfruttare per l’assenza dei ramponi. Non è stata una cammianata gradevole specie quando ho dovuto avvicinarmi alla lingua nevosa sfruttando i rododendri ai bordi, poi l’ho scavalcata sulla destra (breve ma ripido muretto da scalinare) e poi senza particolari problemi fino in cima su terreno decisamente più comodo.
La discesa l’ho effettuata seguendo la dorsale est fino in prossimità dei torrioni, a tratti è presente una traccia che comunque si mantiene sempre pressochè sul crinale. Neve assente.
Si intuisce ancora la traccia quando è ora di iniziare a scendere per il versante, ma poco dopo sparisce ed inizia un eterno ravanamento per circa 500 m di dislivello, con poche “oasi” di terreno decente in una distesa di drose e arbusti dove l’obiettivo è non farsi male.
Al termine, raggiunto il torrente, avrei potuto ritornare sul versante del sentiero 241 sfruttando una enorme valanga scesa dal Plù che tappa ancora il torrente, poi ho optato per mantenermi sempre sul versante idrografico destro, con ancora un po’ di ravanata fino a giungere alle baite di Pian Peccio di Sotto, dove la realtà ha confermato ciò che avevo visto sulla mappa online, ovvero la presenza di una provvidenziale mulattiera che mi ha riportato al sentiero dell’andata, a valle del secondo guado, quello ballerino che ho così potuto evitare.
Molto bella e suggestiva la mulattiera a picco sul torrente (qualche passaggio un pochino esposto, un cavo non guasterebbe).
Nessuno in tutto il vallone, molto bello e rigoglioso al momento. Salita al Plù da non fare più di una volta nella vita, e solo se estremamente motivati. Non so quale possa essere il percorso più comodo, ammesso che ne esista uno. Utile una traccia gps. Indispensabili i pantaloni lunghi sia per non devastarsi le gambe, sia per la presenza di vipere nei punti assolati del vallone (viste due).