Piriè (Cima di) da Ceresetta

Piriè (Cima di) da Ceresetta
La gita
giuliof
4 06/03/2016
Accesso stradale
Parcheggio nello slargo a sx

Ormai nei versanti sud sotto i 1000 m resta poca neve anche se al mattino era presente lungo quasi tutto il percorso. Salito con la promettente mulattiera per Verlucca che cessa di colpo nei pressi del primo palo della luce, poi la salita nel bosco innevato è decisamente più laboriosa e non priva di rischi date le pendenze. Sbucato finalmente nei prati antistanti la borgata, imbocco il sentiero che porta alle baite dove iniziano i bolli rossi che infilano il canalone che sale ripido all’ombra della lingua rocciosa. E fin qui tutto facile e quasi scontato! Naturalmente per appagare appieno l’istinto ravanatorio è bello affrontare queste gite senza consultare alcuna relazione se non in maniera frettolosa e senza stamparsi nulla: in tal modo si rivive appieno la soddisfazione della ricerca come fu per i primi salitori. La neve aumenta sempre più fino ai 30-40 cm della cima. Ho dovuto mettermici d’impegno per capire dove salire. Alla fine mi viene bene infilarmi tra le rocce della dorsale, aggirando le placche bagnate o ricoperte di neve ed aggrappandomi ai vari arbusti che crescono sporadici nelle esigue zolle di terra trattenute dalla roccia. In queste condizioni non è stato uno scherzo metterla nel sacco: gita per amatori del genere, breve ma intensa. Durante la salita riesco a mettere bene a fuoco la dorsale che dal torrione ovest della Caramia scende verso Ceresa e vedere finalmente la Loit innevata. Disceso a Verlucca ricalcando le mie peste, opto per il ritorno da Ceresa dove trovo la nota mulattiera quasi pulita e molto più comoda e scorrevole, la suggerisco anche per la salita anche se aggiunge qualche tratto di asfalto. Avevo i ramponi ma non li ho usati, coi prossimi rigeli potrebbero servire, usato casco e ghette, corda e il resto nello zaino.

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