Pieve (Pizzo della) – Via Fasana

Pieve (Pizzo della) – Via Fasana

Dettagli
Dislivello (m)
1654
Quota partenza (m)
603
Quota vetta/quota (m)
2257
Esposizione
Nord-Est
Grado
D

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Riva

Note
La roccia è piuttosto buona per i primi due terzi di via, poi diventa molto friabile e infida, prestare le dovute cautele. I chiodi sono quasi sempre buoni ma non certo abbondanti: forse una dozzina per 800 metri di via. Non sempre è possibile proteggersi in modo adeguato, e nonostante le difficoltà non siano certo proibitive occorre avere totale padronanza del grado, anche con roccia brutta e passaggi esposti. Inoltre quasi tutte le soste sono da attrezzare. Salendo per buona parte per camini e canali, prestare molta attenzione ai sassi e al meteo: farsi cogliere da un temporale sarebbe disastroso.
Avvicinamento
Da Baiedo (frazione di Pasturo) si sale tra le vie verso la montagna, prendendo poi via alla Rocca (indicazioni piani di Nava). Si sale quindi tutta la mulattiera cementata fino al suo termine, dove una larga strada ora sterrata prosegue più o meno pianeggiante fino al rifugio Riva (1021) Si riprende ora a salire nel bosco, raggiungendo un bivio e prendendo la traccia a destra per il passo della stanga: ora il sentiero taglia il ripido pendio boscoso e raggiunge uno spiazzo prativo attrezzato per le feste (località Prà del Giar). Subito dietro la casetta si nota l'ometto di pietre indicante la partenza della traccia piuttosto evidente che guida fin sotto la parete fasana, che si costeggia fino a raggiungere la base del colossale sperone roccioso percorso dalla via. L'attacco è in prossimità di due lapidi sulla destra dello sperone (guardando), che però potrebbero essere nascoste dalla neve residua e quindi non visibili. Dalla macchina calcolare circa 2 ore / 2 ore e mezza
Descrizione

Dalla base presso le lapidi salire facilmente per roccia discreta tendendo progressivamente verso sinistra seguendo delle placche che guidano verso una zona erbosa (II poi III, vari chiodi nella seconda parte del tiro, nessuno visibile dalla base), traversandola poi verso sinistra e giungendo alla base di un evidente camino colatoio dove si trova una sosta (dalla base circa un’ottantina di metri). Si sale il colatoio levigato dall’acqua, dapprima facilmente poi con maggiori difficolta  (III+/IV, qualche chiodo) per sessanta metri. Qui il colatoio si allarga notevolmente e diventa un canalone sassoso sinuoso: si segue andando verso sinistra fino a raggiungere, tramite rampette e facile cengia, la base del profondo camino che delimita lo sperone (I/II, chiodo di sosta all’inizio del camino). Si sale un muretto scontroso con alcune clessidre (IV) e si entra nel camino, che presenta delle faticose strozzature (IV+, lunghezza sostenuta). dopo una sessantina di metri si esce in una zona più facile e si prosegue senza grandi difficoltà sempre verso sinistra giungendo ad una stupenda selletta erbosa, dove si notano i resti della croce dedicata a Cattaneo e Veronelli. Si aggira ora a destra l’inizio dello spigolo successivo (strapiombante) e appena possibile si rientra a sinistra sul filo, Salendo per circa tre tiri da 50/60 metri (lunghezze bellissime sul III, con pochi tratti di roccia discreta, ma per lo più buona. Giunti ad una larga ed evidente cengia detritica (visibile un chiodo più sopra, variante del Vice), la si segue a destra e si attraversa il canalone in leggera discesa (facile ma esposto, alcune zone con erba). Guardando in alto si nota una selletta con degli spuntoncini piuttosto caratteristici, che si raggiungono per roccette friabili ed erba (circa 70 metri dall’inizio del traverso, sosta di calata con cordone, vari chiodi e corda fissa) Scavalcata la selletta, si scende una quindicina di metri fino al fondo del Canale  (ch. con fettuccia di fronte) e si risale il canale di sinistra dei due visibili ( III, poi I, roccia davvero brutta e infida, tratto improteggibile). Superata un’ultima impennata (IV) si esce dalle difficoltà e si riguadagna il filo dello sperone. La cima si raggiunge dopo circa 250 metri di roccette facili e detriti, senza via obbligata.

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Storico:
Prima salita: Eugenio Fasana e Vitale Bramani, 21/06/1925
Cartografia:
Le Grigne
Bibliografia:
E. Pesci, guida CAI-TCI Le Grigne;
P.Buzzoni, A. Spandri, G. Carì, Calcare d'autore
alexy91
12/09/2021
1 mese fa
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