Cima bellissima dall’aspetto imponente ma stranamente molto poco frequentata. Come da previsioni, giornata discreta, calda, con qualche velatura in movimento solo nelle zone alte. Arrivati al colle delle Vallette si segue inizialmente la cresta nord per poi spostarsi sul ripido pendio settentrionale della montagna. Ci sono tacche bianco-rosse ovunque sui massi e sulle roccette, impossibile perdere l’orientamento (frequenti le nebbie estive). Sul punto più alto della cresta rocciosa è posto un piccolo ometto, più distante su una placca invece c’è una vecchia e un pò arrugginita croce di ferro (con una targa che commemora un’alpinista deceduta nel 1975).
Tante vacche al pascolo in alpeggio, per fortuna niente cani. Scomodo per via dell’erba alta e dei segni più radi il sentiero che passa dal lago Blu salendo deciso al colle delle Vallette, è preferibile arrivarci dal colle del Vento facendo la costa Ciapeira dalla cappella Alpe di Giaveno e poi traversando alla base della Costabruna.
Dato il lungo sviluppo e il notevole dislivello calcolare non meno di 3:30-4 ore per la vetta (se si è allenati). Anche in val Sangone a soli 30 km da Torino si possono fare meravigliose gite in solitaria!