- Accesso stradale
- ok, abbiamo lasciato l'auto al parcheggio alto
Grazie alle ottime condizioni siamo riusciti a scalare l’uscita originale. Giovedì eravamo solo due cordate!
Due info sulle condizioni da noi trovate (da rivalutare dopo le nevicate dei giorni seguenti): su L1 c’era un breve tratto di misto delicato. Quindi siamo saliti un po’ in conserva, fino alla goulottina (passaggi a 80°) che conduce ai piedi del diedro. Da questa sosta, dove si sta scomodamente appesi, iniziano due tiri iconici nel diedro visibile fin da Chamonix. Il primo, ben proteggibile nella fessura del diedro, presenta un fine ma buon placage. Il secondo tiro, sempre sostenuto sugli 80-90°, non è altrettanto proteggibile (i primi salitori parlano di 5 protezioni su 60 m): fortuna la neve couic couic! Quindi si possono concatenare i successivi due tiri, dove si trova il celebre passaggio “Ha, Ha!” (ma nelle condizioni da noi trovate risulta più delicato un passaggio poco prima). Con altri due tiri di misto (camini e couloir a 70°, più ostici se secchi) si raggiunge la Rebuffat. Da qui, traversando a sinistra si entra per 20 m nella linea della Rebuffat e si scala un muretto verticale, al termine del quale si trova sulla destra la sosta alla base di un diedro fessurato. È l’inizio dell’uscita originale, che si forma raramente: con un primo lungo tiro si sale il diedro principale (ben proteggibile), sfruttando il placage sul suo lato sinistro e la fessura in dry; quindi, con un secondo lungo tiro (eventualmente si può fare una sosta intermedia) si affronta un ultimo diedro (Twight nella sua relazione parla di “steep, loose blocks” e ci disegna pure un inquietante teschio) fino a una sosta pochi metri sotto al colletto.
Da qui, ci sono varie possibilità di discesa: o ricongiungendosi con l’uscita della Rebuffat, come abbiamo fatto noi per calarci su quelle doppie (soste da verificare e rinforzare), o lungo il couloir Sud Ovest (domenica alcuni son scesi da lì, ma noi abbiam trovato neve inconsistente), o direttamente in doppia da questa sosta prima del colletto per poi seguire le doppie della Rebuffat a partire dalla sosta in comune.
Come materiali avevamo: alcuni nut (mai usati), friend dai micro fino al 3 BD (raddoppiando i piccoli e medi), 6 viti corte (ma con questo Alpine Ice le abbiamo sempre avanzate), qualche chiodo, cordini, materiale d’abbandono.
Con Alessandro