- Accesso stradale
- Parcheggio a Valnontey. In teoria attualmente ZTL tranne per residenti e clienti delle attività di ristorazione/bar
Roccia di qualità scadente, pietraie, detriti, una ravanata di tutto rispetto solo per gli amanti del genere.
Saliti il primo giorno al bivacco Money (ad oggi tutto ok per raggiungerlo, attenzione al ghiaccio!), solo noi in tutta la zona.
Il giorno dopo partiti alle prime luci, salito il breve pendio erboso dietro il bivacco e seguito il canalino costituito da sfasciumi e qualche tratto di ghiaccio. Si raggiunge quindi una malagevole pietraia che si percorre dove ispira di più – se si vuole raggiungere il ghiacciaio di Patri bisogna attraversarla e salire lato sinistro, noi abbiamo tenuto la destra, siamo arrivati ad una conca detritica che ci ha portato sul pianoro superiore, a poca distanza dalla cresta di salita. L’abbiamo percorsa sul filo per il primo tratto, poi in vista di un affilato gendarme siamo scesi nel canalino sulla parete ovest (ramponi e piccozza obbligatori!) e, dopo un esposto traverso, siamo risaliti seguendo la neve fino in vetta.
Da qui scesi un po’ a piedi sulla cresta N, resta abbastanza stabile dalla neve compatta, poi sulle placche abbiamo preferito allestire una sosta (attenzione, muove tutto, scegliere bene dove mettere l’ancoraggio!) e calarci: disarrampicarle è sì fattibile, ma inutilmente pericoloso, almeno finchè non viene più neve.
Abbiamo poi lasciato la corda su per poterla eventualmente risalire, siamo saliti tranquillamente sulla punta N (qualche breve passo di II+, buone prese), scesi e ritornati sulla sud, che alla fine tenendo il filo di cresta ci sono più gradini e prese. Rientro per la stessa via di salita per evitare di finire chissà dove, ma il ghiacciaio di Patri a vista sembrava buono.
Alè con un’altra ravanata, altre due cime in saccoccia…