Pania Secca, Pilastro SE – Via Montagna-Dellacasa

Pania Secca, Pilastro SE – Via Montagna-Dellacasa
La gita
il_sam88
4 27/07/2025
Accesso stradale
Park ai tavolini. Si paga la sosta (3 euro gg) al primo parchimetro che trovate

L’avvicinamento è ben descritto su molte relazioni di altri siti (redclimber, guido della torre..) per cui aggiungerei poco. In ogni caso, dal parcheggio seguire il sentiero (ben segnato) che conduce al ghiaione. Bisogna risalire il ghiaione (per tracce, piu o meno chiare), fino ad arrivare al suo termine. Da lì, si va verso sinistra, si costeggia la parete e si arriva alla sella da dove si vede bene tutta la parete est della pania secca. Da quel punto come dicono le relazioni bisogna abbassarsi sul ripidissimo (sottolineo ripidissimo) prato, per poi dirigere dopo il restringimento del canale verso il pilastro. In questo tratto non ci sono ometti, indicazioni, è difficile reperire anche le tracce. Ci vuole solo naso. Per trovare il punto, giusto per attraversare il trimpello, considerate che più o meno va bene all’altezza della base del pilastro, dove comincia proprio la cresta che lo risale.
Noi abbiamo seguito integralmente la via senza fare le varianti. I tiri con roccia bella sono molto pochi, forse quattro o cinque. Per il resto bisogna prestare molta attenzione soprattutto dove è sfogliata. Le soste sono quasi tutte a chiodi, che però sono in buono stato (spesso 3 chiodi). Le abbiamo trovate tutte tranne quella dell’ultimo tiro, il diedro Finale: lì molto probabilmente bisogna usare la sosta che c’è prima di uscire dallo strapiombino, in alternativa si può attrezzare appena usciti. Abbiamo portato un set di friend totem completo piu un tre eun 4 bd, e abbiamo usato tutto (io non uso nut, ho portato anche il martello con un paio di chiodi, ma non c’è stato bisogno di usarli). Alcuni tiri hanno un po’ di chiodi, altri ne son quasi privi. Se si segue bene la relazione (consiglio quella di Guido della torre che è molto recente) non ci si perde. L’ultimo tiro, il diedro, può ingannare perché probabilmente presenta una variante su placca a chiodi, in cui è tra l’altro presente un passo più duro della media della via: suggerisco di fare il tiro integralmente nel diedro. Dalla vetta in un oretta eravamo alla macchina

Nel complesso, la via è impegnativa. L’avvicinamento è veramente complesso e rischioso, l’arrampicata (raramente su bei tiri) richiede spesso attenzione per la qualità della roccia e necessita sapersi proteggere. È consigliabile avere praticità ed esperienza a muoversi sul terreno apuano sia in avvicinamento che durante la via. Va presa come un’avventura, che nel suo complesso è super. Ambiente maestoso, zero cave zero antropicità zero rumore. Ringrazio giovanni, grandissimo socio.

Link copiato