- Accesso stradale
- Sterrata per colletto Bossola non adatta ad auto con pianale basso, parcheggiato a q. 1225
Escursione piuttosto lunga (20 km abbondanti lo sviluppo) per un dsl complessivo, saliscendi compresi, di circa 1750 m. I sentieri, dove presenti, non sono evidenti e l’attraversamento a mezza costa della dorsale Lion – Gran Munt fuori dalla traccia è sconsigliabile perché il terreno è in molti tratti ricoperto di erba secca altissima e coricata, peggiore dell’erba olina e che nasconde buchi.
Dall’Alpe Moriondo all’Alpe Cantello Grande il sentiero è ancora visibile e percorribile (erba secca qua e là) e si arriva bene anche all’Alpe Lavassey; di lì in poi il nulla, abbiamo reperito la vecchia traccia bollinata, pressoché scomparsa, che scende alla mulattiera per l’Alpe Trova e, avendo visto dall’alto che la mulattiera è in buone condizioni, abbiamo deciso di perdere un po’ di dsl e ricongiungerci a quella.
Dall’Alpe Trova alla Trucca di Pal e all’alpeggio di q. 2114 la situazione migliora, vi è una traccia a bolli rossi, ripulita di recente nei pressi del guado, che si segue con relativa facilità. Si mantiene sulla sx idrografica del torrente che si passa alla q. 1620 circa (il guado nei pressi dell’Alpe Trova va trascurato).
Dai ruderi di q. 2114 ci si sposta di poco a sx reperendo ancora qualche traccia di mulattiera fra le pietre e qualche ometto rimanendo però sul lato orografico sx del canalone di accesso al passo Savenco in modo da evitare la pietraia a grossi blocchi e i rododendri. A q. 2250 circa si risale un piccolo canale proprio contro la parete rocciosa e dove questo si restringe ci si sposta a sx per l’ultimo breve tratto.
La risalita alla Cima di Pal avviene per cresta o su ripidi traversi (lato vallone di Codebiollo) quasi sempre esposti e su terreno infido (erba olina, roccette, rododendri), vi è anche un breve tratto con passaggi di I: in ragione di questo sembrerebbe più opportuna la valutazione di EE/F.
La cresta per la Rama è meno problematica, oggi però resa delicata dalla presenza di neve, che si incontra a tratti già sotto il colle e in qualche punto del percorso per la Pal.
Rientro per la via di salita sino all’Alpe Trova, poi abbiamo deciso di rimanere sul sentiero che all’andata avevamo intercettato nei pressi dell’Alpe pensando fosse più evidente: anche questo è indicato da qualche bollo (bianco, rosso) e lo si segue più o meno bene fino ai ruderi dell’Alpe Quart, da cui dovrebbe biforcarsi: a dx perdere dsl, a sx salire verso l’Alpe Cantello Grande. Non abbiamo visto il ramo di sentiero che scende e abbiamo continuato a mezza costa per tracce che poi si perdono. A quel punto, una bella e ravanosa risalita di circa un centinaio di mt. di dsl su pietre e la solita erba gialla scivolosissima per ritrovare il sentiero dell’andata.
Assolutamente indispensabile una buona cartina: Carta della Valle Sacra n. 04 o Carta della Valchiusella n. 03 – Edizioni Mu e consigliabile il GPS se non si conosce la zona.
Con Tiziana, sempre avanti a cercare i passaggi migliori, appassionata di montagna a 360° che seppur rivolta a mete tecnicamente più impegnative, ama quanto me la bellezza che si cela dietro queste faticose gite in Valchiusella. Grazie a lei per la pazienza nei confronti delle mie lentezze. Lunghissima giornata condivisa dall’alba alle prime ore di buio, senza mai una nuvola. Indicibili i panorami.Il vallone del torrente Savenca è meraviglioso, bellissime le cascate sulle rocce montonate.
Per parafrasare francoc59 e Blin1950, supremi conoscitori di questi terrritori: “Na gran gitasa!”