Paganini (Cima, punta sud) – sperone Ellena-Giuliano

Paganini (Cima, punta sud) – sperone Ellena-Giuliano
La gita
abo
4 15/07/2025
Accesso stradale
Meglio auto alta per arrivare al Pian della Casa

Avvicinamento veloce e comodo fin dove si lascia il sentiero. Attacco abbastanza evidente come descritto sulla GMI (anche perché è l’unico punto “salibile”). Come detto dal socio, il traverso iniziale è un po’ expo ma su prese generose, placca successiva improteggibile fino al tettino. Lì ho messo un 0.4 e un 2 BD, ma così facendo me lo sono giocato per la seconda parte della fessura e non mi sono più potuto proteggere fino a dove il diedro spiana (meglio mettere un nut e tenersi il 2 per dopo, il ch. a sx è troppo in basso per essere utile in caso di caduta). La sdulferata è breve ma con piedi un po’ a spalmo e mani un po’ svase, occhio alle 2 lame sovrapposte: una si usa per salire ed è stabile, l’altra aspetta solo di arrivare a terra. S1 su un terrazzino su un mio ch.+cordone. L2 decisamente più potabile e divertente, roccia davvero bella (come anche su L1 in realtà). Se si va a sostare in cresta (lasciato cordone viola) sono 45m, altrimenti dopo il secondo ch. è possibile fare sosta sulla dx (occorre materiale proprio). Proseguimento in cresta bello e divertente, leggermente più lichenato e con qualche losa appesa. Dopo l’uscita delle vie, si trova ancora un bel muretto verticale sopra la sosta a ch.+cordone: il ch. in uscita è abbastanza alto, ma ci si protegge bene con un 0.5BD. Unico tratto dove fare davvero occhio alla roccia è il canale-camino marcio alla fine, ma è breve e stando a sx non si bustica niente. Ultimo tiro molto bello, in diedro elegante con ottima fessura per proteggersi (oltre al solidissimo ch.). Materiale usato: corda da 50 (se si spezza L2 basterebbe una corda da 30m), 5 rinvii (meglio avere qualche allunghino), 0.3-2BD, nut (consigliati per il tipo di roccia a fessura non sempre parallele), martello usato per ribattere tutti i chiodi, chiodi propri consigliati come assicurazione.
Discesa con breve ripellino al Colle della Forchetta che permette (oltre a vedere il laghetto di Nasta) di evitare il canale di scasciumi del Colle di Nasta (abbastanza merdique).

Finalmente a distanza di 3 anni torno a chiudere il conto con questa bella classica dell’Assedras, ormai completamente dimenticata nella parte bassa. Adesso con le nostre soste in basso e quelle già presenti in alto, ha praticamente tutte le soste attrezzate e già un bel po’ di materiale lungo i tiri. Grazie al socio per aver avuto voglia di andare a ficcare il naso, invece di andare a rinviare file di fix più comode e meno ingaggiose. Torte al Remondino ottime, ma forse è persin superfluo dirlo.
PLUS: tutta la parte bassa della parete è costellata da una fantastica fioritura di saxifraga florulenta (almeno una ventina di piante sparse in giro), per me vale la pena ripetere la via già solo per ammirare questo raro spettacolo della natura.

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