- Accesso stradale
- Con Dusterone fin sotto la vecchia cava, amanti della carrozzeria astenersi.
L1 leggermente umido, chiodatura sicura (necessari 11 rinvii) ma tra un fix e l’altro occorre scalare (o integrare). L2 corto ma molto bello (5c reale, mentre L1 mi è parso di più in alcuni passi). L3 e L4 divertenti, compilation di arrampicata granitica. Così come il diedro iniziale di L5, davvero da antologia, decisamente più ostico il muretto finale sotto la sosta (anche qui secondo me 6a non sarebbe assolutamente regalato). Usciti dai primi 6 tiri facendo la variante di sx di 5c/A0: stile particolare, un po’ si scala e un po’ si munge su una placca irrimediabilmente liscia ma con finale in diedro da tirare in dulfer dove le braccia servono ancora (non per nulla Michelin nel diario di vetta dopo l’apertura aveva scritto 6a/A0…). Abbiamo poi proseguito sullo sperone integrale, che trasforma una “normale” arrampicata in una salita alpinistica che fa dimenticare di essere in Ostanetta. La prosecuzione non è difficile ma richiede ancora tanto impegno e voglia di scalare: tiri facili non ce ne sono e i “4b” della relazione sanno di IV+ montagna, dove bisogna saper viaggiare lunghi tra una protezione e l’altra (salvo il torrione duro, max 1-2 protezioni per tiro) e scegliere il percorso più logico. Ho rifatto la descrizione di questa seconda parte, fatta come descritta ora in 17 tiri si sale comodamente sempre con una mezza da 60m doppiata (al limitissimo solo su L1 e L15). I tiri sul torrione sono ancora belli bracciosi e sostenuti, bisogna ancora avere gas. L15 sarebbe da fare una petizione per spostarlo a valle, una fessura così è un peccato lasciarla lassù! Scarpe da avvicinamento nel trasferimento fino a L16, che volendo si sale anche senza scarpette (ben presato e proteggibilissimo, in loco solo 1ch. a metà). A mio avviso friend utili nella parte bassa (spesso il primo fix è molto alto ma si integra ovunque) e indispensabili nella parte alta (0.3-1 BD). Utili cordoni per allestire alcune soste e per integrare quelli presenti (spesso vecchi e secchi).
Avendo la macchina poco sotto la vecchia cava abbiamo optato per scendere alla Brecca, risalire alla Rumella e scendere dalla sua cresta N fino a prendere lo spallone che porta al sentiero che si fa all’andata: scelta con poco sviluppo ma su terreno che conviene conoscere per non perdere ore a ravanare tra ontani, mirtilli e blocconi.
Bellissima salita che in integrale assume un fascino alpinistico unico per la zona, con uscita alla croce di vetta dopo una lunga cavalcata. Concordo con il commento di Castel: i gradi sono “veritieri” se si pensa di essere su una via di Michelin in Ostanetta, da un’altra parte non sarebbero così. Nel suo genere e per il posto, un’altra incredibile invenzione di Fiorenzo, da fare! Con Davidino, stoico, resiliente e smadonnatore come non mai.