- Accesso stradale
- Parcheggio a Dondena
Per chi avesse dimestichezza con l’alpinismo e’ possibile, al rientro dalla Nouva, percorrere interamente la cresta senza aggiramenti alla base.
Uno spettacolo geologico specialmente nella parte alta dove non si possono non notare le stratigrafie e gli orientamenti inclinati sullo stile orografico dei vicini Bantse.
Il tratto sotto le creste che uniscono il torrione mt 3000 opposto alla Nouva e la Peradza, tra laghetti, e’ tappezzato di ossa di pecore, probabilmente salite dall’Arietta o Balma e non piu’ riuscite a scendere,
Gita di quelle indimenticabili.
Unico neo e’ il vibe contrariato inquietante del socio che, dopo che mi elogia per lo stile apparentemente ‘sgenato’ in placca (boh!), all’antecima decide che la cima non s’ha piu’ da fare. Motivi non pervenuti e oggettivamente non sussitenti (finiti gli eventuali tratti ostici), ci prova con il gaslighting strisciante, riconosco il pattern spesso triggerato dai vapori della Val Soana.. e sorrido tranquilla.. perche’ questi luoghi non si meritano che gentilezza. Per fortuna non sono una da obiettivi per forza: il percorso, le creste e i mondi che si aprono sono la mia meta.. apprezzo ogni pietra, son grata di essere viva, e sentirmi a casa mia quassu’.. sudata e come sempre disastrata in stile British (non siamo materia da fighette), fantastico felice sul passato di questi luoghi.. e sulla finta barriera di ansia e pericolo ci metto la mia kindness, irony e leggerezza, sempre British. Ancora una volta quindi, bom pare’: aggiungo alla lista mistica del sabotaggio apparentemente inspiegabile, in compagnia della festa di San Besso e tant’altro, e mi godo questo spettacolo commovente. Ce lo spieghera’ poi Gemma nel suo libro come funzionano queste dinamiche.. ma io son una da meraviglie condivise, da progetti ambiziosi e cantieri, questo “mondo” non fa x me.