Nona (Pizzo), Tre Pizzi e Moro (Pizzo del) Traversata dalla Valle Olocchia

Nona (Pizzo), Tre Pizzi e Moro (Pizzo del) Traversata dalla Valle Olocchia

Dettagli
Dislivello (m)
1600
Quota partenza (m)
1000
Quota vetta/quota (m)
2334
Esposizione
Varie
Grado
EE/F

Località di partenza Punti d'appoggio

Note
Impegnativo percorso escursionistico con passaggi di cresta di I-II° per lo più aggirabili.
Ambiente selvaggio con grandioso panorama su Monte Rosa, Valle Anzasca, Ossola, Valsesia e Mischabel.
Descrizione

Raggiunta la frazione Pontegrande, attraversare il torrente Anza e seguendo le indicazioni portarsi prima al paese Bannio e poi all’alpe Soi (Ristorante da Rosanna “Rosi”) oltre il quale proseguire ancora per circa un Km sino al piazzale dell’alpe Scalvata dove parte il sentiero (cartello).
Seguendo le indicazioni inizialmente si attraversa la bassa Valle Olocchia perdendo un centinaio di mt di quota poi, giunti nei pressi di un grosso ponte di ferro, si devia a destra e si comincia a risalire il tortuoso sentiero che s’inerpica in direzione S superando alcuni alpeggi per sopraggiungere alla Colma Dorchetta (mt 1818). -h 2,30-
Dalla Colma di Dorchetta per salire al Pizzo Nona le possibilità sono due:
1)- con percorso evidente traversare la bassa parete E arrivando a un baitello diroccato oltre il quale salire ripidamente alla sella contrassegnata da un grosso ometto; da qui seguendo la cresta S in breve si perviene alla vetta. –h 1,15-
2)- abbandonare il sentiero segnalato e attaccare direttamente la cresta dove qualche divertente passo di I Max II aggirabile permette di guadagnare direttamente la vetta. –h 1,30-
Il Pizzo Nona, sicuramente la punta più frequentata del gruppo, è conosciuto anche come Spinson della Benna e sulla sua punta è presente un’altissima croce in metallo (7-8 mt) già ben visibile dal fondovalle.
Dal Pizzo Nona in avanti per raggiungere senza particolari difficoltà i Tre Pizzi e il Pizzo del Moro bisogna sempre seguire il facile filo di cresta. -h 1,15/1,30- Tot h5/5,30
Un poco più complessa risulta la discesa dalla cresta W del Moro al Colle Baranca, in quanto, non esistendo segnali, numerose tracce di animali possono indurre a scendere per alcuni scoscesi pendii del versante N prima di raggiungere il giusto colatoio poco visibile dall’alto.
Superata la quota 2174, anche nominata Monte Tignoso, direttamente in cresta (II esposto) o aggirandola alla base sul versante Valsesiano abbassarsi per ripidi pascoli fino alla selletta più bassa prima dell’ultimo evidente corno roccioso dalla quale sulla destra (N) parte il canale, conosciuto anche come Croso del Lattaio, che appare come la via più agevole per scendere nella conca del Baranca.
Superate le rocce basali è possibile prendere il sentiero di ritorno in Valle Olocchia direttamente dai sottostanti alpeggi di Oreto oppure, per completare tutto l’anello, dall’alpe Selle al Colle Baranca costeggiando la parete N per una decina di minuti.

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Cartografia:
Kompass 88 Monte Rosa
Bibliografia:
Cai-Tci Monte Rosa (Ed 1960)
adriano-maggi
09/10/2011
9 anni fa
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