- Accesso stradale
- Ok
Raggiunto il Col Blanchatre abbiamo attaccato la prima parte della cresta come da relazione, il passaggio valutato IV- (un chiodo, l’altro è inservibile) è indubbiamente il tratto chiave della salita e per me anche un pò sottogradato.
L’inconfondibile diedro aperto ci ha tratto in inganno, infatti invece di piegare a sinistra sulle più facili roccette lo abbiamo risalito (spit e chiodo tagliati) raggiungendo un corto camino (chiodo e spit) e una successiva sosta (due spit con cordino). Probabilmente ci siamo avventurati su una via alternativa o meglio un tentativo di apertura di una via, salendo oltre infatti non c’era più nulla, se non un cordone d’abbandono; abbiamo quindi deciso inevitabilmente di calarci per riprendere la strada corretta.
Risalite le facili roccette si deve affrontare ancora la lunga placca appoggiata non difficile (un chiodo, uno spit di sosta) fino ad arrivare agevolmente all’ultimo muretto sotto gli strapiombi (un chiodo, passo ben manigliato e superabile con movimento a struscio sulla roccia), infine ancora un traverso su placca (un chiodo e uno spit) e scavalcando lo spigolo (uno spit) si esce a pochi metri dalla vetta dell’anticima, poi in breve senza più difficoltà si guadagna la croce.
Discesi dalla normale dei Diedri con due comode calate da una ventina di metri pronte all’uso (spit e moschettone).
Sulla via di salita anche due francesi accompagnati da una guida.
Gita veramente consigliata, ambiente appartato e tranquillo, un’ottima proposta del socio Enzo.