Saliti dal Colle dell’Agnello senza correre in 1h40: panorami interessanti e percorso non troppo noioso (e rinfrescato da una piacevole brezza francese). Ovviamente (come consigliano i francesi) abbiamo salito in conserva L1+L2 (che in pratica sono ancora avvicinamento), L5 e L8. L3 (in realtà primo tiro della via) secondo me se fosse al sole non sarebbe così terribile come viene descritto, ha un passetto di aderenza ma le prese ci sono tutte e forse il grado è dato più dal freddo (della roccia e dei muscoli) e dall’ombra che dalle effettive difficoltà. Non banale la partenza di L4. Molto bello L6 che eventualmente si può unire con L7 (occhio ai tiraggi). L9 semplicemente bellissimo: è vero è tutto attrezzato ma parliamo sempre di 7fix (e 1 cordino) su 45m quindi bisogna comunque arrampicare in scioltezza sul 5c anche col fix sotto il piede. Unito L10+L11 (bel tirone da 50m non banale, occhio a qualche masso birichino). L12 di nuovo da applausi, corto ma sempre tecnico e piacevole da scalare. 3h20 per noi per la via ma se si fanno tutti i tiri senza accorparli e senza conserva sono ragionevoli le 4-5h indicate dalle guide. Materiale usato: corda da 60m, 10 rinvii (2 allunghini, anche 3 non farebbero schifo), avevamo un set di friend 0.3-2 BD ma la roccia si presta molto poco e ho usato solo un 0.5 su L4, (col senno di poi porterei solo friend piccoli e nut); utile qualche cordino. Materiale in posto ancora affidabile nonostante i 30 anni. Discesa facile (doppie evitabili) e poi giù dal rattaio del Col Blanchatre per riprendere il percorso fatto all’andata (questa volta passando dalla cima di Rocca Bianca).
Linea bellissima da sempre guardata con molta ammirazione. E’ vero che probabilmente è un TD un filo generoso e l’itinerario è molto spittato per essere alpinismo ma comunque ci vuole savoir faire e merita sicuramente. Con Gianmario (aka dulfer_meister) che da ottimo secondo si è baloccato la salita in gran scioltezza.