Nefelgiù (Corno Orientale di) da Alpe Stafel per il Vallone di Nefelgiù

Nefelgiù (Corno Orientale di) da Alpe Stafel per il Vallone di Nefelgiù
La gita
ste_6962
5 17/04/2017
Accesso stradale
strade pulite e nessun problema per arrivare a La Frua
Osservazioni
Nessuno
Neve (parte superiore gita)
Crosta da rigelo portante
Neve (parte inferiore gita)
Crosta da rigelo non portante
Quota neve m
1800

Un’altra bella uscita in Val Formazza, su una montagna che da tempo era nella mia lista….ed ecco l’occasione giusta per venire da queste parti e salirla! Partiti alle 9.00 dal parcheggio sottostante l’albergo Pernice Bianca (noi siamo venuti in giornata da Genova!) e il primo pendio era solo parzialmente innevato (ieri sono caduti da 10 ai 20 cm di neve fresca che hanno mutato le ottime condizioni precedenti). Saliti senza ciaspole fino a quota 1900 m, dove inizia la dorsale che immette nel primo tratto del Vallone di Nefelgiù, poi circa 20 cm di neve caduta ieri ci hanno costretti a calzare le ciaspole. Abbiamo seguito una traccia fatta da alcuni scialpinisti passati in mattinata, poco prima di noi. Entrati nel lungo Vallone di Nefelgiù, abbiamo trovato cresta non portante, ma con 10/15 cm di neve fresca lavorata dal vento, per fortuna rimanendo sulla traccia degli scialpinisti si riusciva a salire abbastanza bene e senza sfondamenti, poi il primo ripido pendio con traverso che porta ad una conca a circa 2250 m dove si vede bene la restante parte del nostro itinerario di salita. Dopo aver percorso il primo tratto del vallone con alcuni dossi e avvallamenti, siamo arrivati all’inizio di un lungo traverso, qui su neve portante e compatta ma con 15 cm di neve fresca sopra, visto che il fondo sottostante era su neve dura, e la neve fresca non era il massimo della tenuta, per superare il traverso abbiamo fatto ricorso a picca e ramponi (questo traverso con neve abbondante o in condizioni precarie può risultare delicato, richiede attenzione e concentrazione!), una volta arrivati alla base del pendio-canale terminale abbiamo rimesso le ciastre ai piedi e siamo saliti, con percorso faticoso dovuto alla presenza della neve fresca e della temperatura elevata, fino a raggiungere il colletto, dove siamo stati accolti da vento abbastanza forte a folate, che non era sicuramente gradito, ma almeno fino a qui non siamo stati infastiditi. La cresta finale era su neve dura e compatta, noi siamo saliti con le ciaspole, ma era meglio con i ramponi. E’ stata indubbiamente una gran bella gita, ma con grande spostamento e sviluppo, e la neve venuta il giorno precedente ha richiesto un tributo fisico non indifferente, per noi ci sono volute 4.30 ore per arrivare in cima. Il vento abbastanza forte e freddo non hanno consentito una lunga permanenza in cima, solo 25/30 minuti per ammirare il panorama e per il servizio fotografico, poi abbiamo iniziato la discesa. Per ridiscendere la cresta sommitale e il pendio canale ci siamo muniti di piccozza e ramponi, tenuti anche per superare il lungo traverso nella parte intermedia del vallone, poi nuovamente con le ciaspole fino a 1850 m dove terminava la copertura nevosa. La discesa ha richiesto 3 ore piene. Siamo rientrati al parcheggio decisamente soddisfatti ma anche con i piedi bolliti. Tutto sommato la neve ha retto abbastanza bene, e salvo pochi tratti, non si sfondava. Per il meteo non è andata male, cielo da sereno a parzialmente nuvoloso dal mattino fino al primo pomeriggio, poi un leggero peggioramento e una bella nevicata durante la nostra discesa, che non ha creato nessun fastidio e/o problema! Oggi, unici ciaspolatori sul Nefelgiù Orientale, incontrati 8 scialpinisti, era presente una ottima traccia dopo il nostro passaggio, ma non so se il vento l’abbia mantenuta. Anche questa volta la Val Formazza ha risposto in pieno alle nostre aspettative! Gita decisamente consigliabile!

Oggi una bella tirata (gita fatta in giornata da Genova), una giornata piena ed intensa! Gita che ha ripagato ampiamente la nostra scelta, anche questa, tra le mete della Val Formazza, va tenuta in debita considerazione! Oggi in ottima compagnia di Alessandro T. (avrebbe dovuto esserci anche Mary, ma non è potuta essere dei nostri, un saluto a lei e appuntamento alle prossime gite!). L’esplorazione della Val Formazza in veste invernale o primaverile da parte dei camosci genovesi prosegue a gonfie vele!

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