600m
Dal piazzale antistante il Santuario, se si è posteggiato qui, si segue la strada asfaltata che raggiunge in breve il grande parcheggio situato nei pressi della Roccia dell’Apparizione (palina all’attacco del sentiero). Proseguendo lungo la carrareccia si guadagna quota e, tralasciata la prosecuzione della stessa, si prende una mulattiera a destra che sale il pendio, passa per una modesta pozza e raggiunge il Lago di Sant’Anna (2167 m, 0.30h dal Santuario, palina). Seguendo la sponda del lago si riprende a salire per una costa prativa, che fa guadagnare una piccola valletta erbosa. Passando oltre un piccolo specchio d’acqua la mulattiera riprende a salire (possibili scorciatoie consigliate) fino a sbucare sulla sella del Passo di Tesina (2400 m, 0.40h dal Lago, palina). Dal passo si abbandona la mulattiera, che traversa a sinistra verso il Colle Saboulè e si trascura anche il sentiero segnalato che cala con tornanti nel Vallone di Rocciaslion, per seguire a destra una traccia che si mantiene sul lato di Sant’Anna traversando per ripidi prati alla base di evidenti spuntoni rocciosi. Appena possibile la traccia si riporta in cresta, dove questa diventa larga ed erbosa. Oltre un tratto pianeggiante, un’ultima breve salita per un ripido canalino detritico consente di raggiungere la Cima di Tesina (2456 m, 0.15h dal Passo di Tesina). Dalla vetta si può scendere verso Est, per un ripido pendio detritico, o ripercorre il canalino di salita, fino a riprendere la dorsale. Seguendola pressoché in piano e aggirando ad Ovest una modesta elevazione, si scende ad un’insellatura (0.30h dalla Cima di Tesina) ai piedi della Quota 2456, costituita da tre distinti torrioni rocciosi. Si traversa in lieve salita verso destra fino a portarsi sul filo di un costone erboso secondario e, seguendolo verso sinistra, si supera un breve tratto di roccette e si risale lungo un’evidente serie di canalini (qualche passo di I), giungendo infine sulla prima sommità della quota 2456 m (0.20h dall’insellatura). Proseguendo lungo la linea di cresta, costituita da grossi massi, con passi di I e II si raggiungono velocemente i due successivi denti rocciosi, dei quali il più alto è quello centrale. Dall’ultimo dente si scende per cresta erbosa con qualche breve tratto roccioso evitabile sul versante Ovest (sinistra) fino ad una larga sella che precede la Cresta Sud della Testa Mouton. Attraversata l’insellatura (tracce), si giunge ad una piccola pietraia ai piedi della cresta. Si supera un tratto roccioso, si scavalca uno spuntone seguendone il filo (I, aggirabile ai lati) e si prosegue per facili rocce, cercando di seguire la cresta. La cresta non è difficile (max II), ma è comunque possibile aggirare i passi più impegnativi sui due versanti, prediligendo quello Ovest (sinistra). Si giunge così alla base dell’ultimo pendio di erba e grossi massi: risalendolo si arriva sotto una placchetta di circa 5 mt, superabile direttamente con difficoltà di III oppure aggirabile a sinistra per grossi massi. Un ultimo breve strappo porta su una prima anticima, a 2520 m. Con breve percorso pressoché pianeggiante si perviene infine sulla sommità principale della Testa Mouton (2522 m, 1.15h dalla quota 2456 m).
Dalla vetta principale si scende ad un colletto da dove si risale per roccette all’ultima anticima della cresta sommitale, costituita da grossi massi accatastati. Aggirata sulla destra un’ulteriore elevazione rocciosa si abbandona definitivamente la cresta per scendere decisi a destra lungo un ripido pendio dapprima detritico e successivamente erboso fin sul fondo della sottostante valletta. Questo tratto, comunque non difficile ed esente da salti rocciosi, va affrontato con la dovuta attenzione per via dell’estrema ripidezza, dell’assenza di una vera e propria traccia e, nel tratto detritico, della elevata friabilità del percorso. Giunti in fondo alla valletta si prosegue in piano verso destra puntando al superiore dei Laghi della Testa Mouton (2324 m). Dalla sponda orientale del laghetto (lato valle) si origina un sentierino segnalato da ometti, non sempre evidente, che scende verso Sud fin sulle rive di un altro laghetto, sulle cui sponde si trovano gli evidenti resti di un grande recinto per animali. Continuando per tracce, si prosegue la discesa fino alla sottostante conca erbosa, dove sorge un altro laghetto costituito da due invasi collegati fra loro. Costeggiandoli appare sulla destra del secondo invaso una traccia più evidente che scendendo decisa va ad intercettare, presso il più basso dei laghetti, la marcata mulattiera della GTA che collega il Santuario di Sant’Anna al Passo di Bravaria (2147 m, 1.30h dalla Testa Mouton, palina segnaletica). Da qui impossibile sbagliare: si segue la mulattiera verso destra, dapprima in leggera discesa e successivamente in leggera salita, e con un ultimo ripido strappo si ritorna presso il Santuario di Sant’Anna (0.40h dalla precedente palina).
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