- Accesso stradale
- Famosi 10€ al giorno di park al Pian del Re
Saliti il pomeriggio di lunedì ad un Sella strapieno. Colazione è per tutti alle 4.30, abbiamo spiegato che non saremmo andati alla normale nè alla E e ci hanno permesso un risveglio anticipato: 4.15… Alla fine è andata bene anche così: primi chiarori alle Sagnette e alle 7 al ghiacciaio di Viso (quest’anno bello bianco e con 3 fratture-terminali, picca e ramponi indispensabili).
La Normale al Dado è segnata da bolli che, come già indicato da altri, nella parte centrale tendono a scomparire un po’. In generale la linea da seguire cerca il facile e la roccia un po’ più sana e obliqua mediamente verso dx per poi tornare a sx sotto il Dado. In posto solo 2 ch. nei passi “duri” e un po’ di soste.
Spettacolare pausa in cima al Dado a leggere il famoso diario di vetta (che quest’anno compie 40 anni!): dai più ai meno famosi, tante firme di chi ha fatto un pezzo di storia di alpinismo delle Alpi Cozie (G.C. Grassi davanti a tutti!).
La prima sosta di calata non è evidente perché sotto un tettuccio, comunque bisogna scendere un breve tratto di cresta NE, la sosta è sulla sx. La seconda calata (fettuccia blu) l’abbiamo evitata disarrampicando, in caso di caduta scegliere se farsi a pelle di leone tutta la S appena salita o le placche e il ghiaccio della W… Calata alla base del torrione SARI in un canale di sfasciumi molto rock&roll (partono una camionata di sassi solo a sfilare via la corda), non fermarsi alla prima sosta al colletto (nut+ch. e cordino bianco, usata per calarsi direttamente dal colletto Pensa e andare verso la normale) ma cercare poco dopo quella a 3 ch. (uno completamente inaffidabile e piantato su roccia fratturata). Per passare il nevaio alla base del colatoio tra i primi 2 torrioni ho lasciato una fettuccia rossa su masso: in questo modo o si fa un po’ di sicura o ci si cala e si evita di perdere tempo calzando i ramponi (neve ormai molle generalmente quando si arriva lì). Scariche di sassi in media ogni 5 minuti dai 2 colatoi tra i torrioni (passare in fretta). Risalita faticosa fino al Viso (ca 150m D+), da ricercare nel tratto verso il colle Perotti.
In generale lungo la salita qualità della roccia non eccelsa ma neanche da castello di carte pronto a crollare (tranne che tra i 2 colatoi dei torrioni).
In cima alle 13, dove per fortuna ormai il grosso della gente se n’era andato.
Discesa eterna, abbastanza noiosa e dove si vede di tutto..
Con Gianmario, che ha dovuto subire 5 anni di vessazioni in montagna da parte mia prima che accettassi di accompagnarlo su questa cima che tanto desiderava, ovviamente per una via poco frequentata (1° cordata dell’anno a fare la traversata a detta dei rifugisti), non difficile tecnicamente ma che richiede un certo savoir-faire per questo genere di ambiente.