Mongioia (Monte), Monte Salza, Testa di Malacosta da Sant’Anna, anello di cresta

Mongioia (Monte), Monte Salza, Testa di Malacosta da Sant’Anna, anello di cresta
La gita

Bellissima traversata, nonostante la qualità della roccia. Molto meglio percorrerla in senso inverso, da nord a sud, in quanto così le maggiori difficoltà si incontrano salendo, e nessuna scendendo. Il primo giorno, in serata, dal bivacco Boerio al Monte Salza e poi al Mongioia con rientro ad anello al bivacco per il pernotto (calcolare un paio di ore). Il secondo giorno dal bivacco al Monte Giuep (senza tagliarlo fuori; roccia a piccoli strati friabile), poi Testa di Malacosta, punta del Vallone del Lupo (delicata, sempre per la qualità della roccia, la risalita della cresta, di cui conviene comunque tenere quasi sempre il filo), Pelvo di Ciabrera (in precedenza evitando, per comodi e pianeggianti pietraie sul lato francese, la punta quotata 3175 IGC) e testa dell’Autaret (anche qui, qualche passaggio delicato su terra e roccia infida). Dal bivacco, considerare 5 ore, soste incluse. Itinerario che consente di concatenare 7 vette di 3.000 metri, ma proibitivo con nebbia; nel complesso F+. Poi comoda discesa per prati verso le grange Autaret e il sentiero per il Colle di Bellino.

Salita di Luca, purtroppo in gran parte in solitaria, causa il forfait di Maxtorta, che il primo giorno si è fermato al bivacco e il secondo ha percorso solo il tratto fino al Colle di Malacosta.

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