Mischabel (Dom de) – Taschhorn Traversata

Mischabel (Dom de) – Taschhorn Traversata

Dettagli
Dislivello (m)
907
Quota partenza (m)
3847
Quota vetta/quota (m)
4545
Esposizione
Sud
Grado
D-

Località di partenza Punti d'appoggio
Mischabeljochbiwak

Note
Splendida traversata di cresta, molto rappresentativa delle classiche ascensioni dei 4000 del Vallese.
Senza essere particolarmente impegnativa, richiede comunque costante attenzione, buona forma fisica ed abitudine a muoversi di conserva su terreno esposto,con mediocre qualità della roccia, possibili grandi cornici e tratti di misto delicato.
Mentre il Taschhorn ed ancor più il Dom sono molto frequentati dalle rispettive vie normali, non è difficile essere soli sulla traversata,trovandosi così a scalare in un grandioso ambiente di alta montagna, selvaggio e solitario.
Su questa cresta, il 28 Aprile 2004, perse la vita il grande Patrick Berhault, tradito da una cornice durante il tentativo di concatenamento di tutti i 4000 delle Alpi.
Descrizione

1° Giorno: salita al Bivacco Mischabeljoch
Dei tre possibili itinerari per raggiungere il bivacco ( da Taschalp,dalla Langflue, dal Mittelallalin),il più rapido ed agevole è certamente quello che utilizza gli impianti di Saas Fee, partendo dalla stazione superiore del Metro Alpin ( biglietto a 53 CHF).Si scavalca il Feejoch, il Feechopf e l’Alphubel per infine scendere al bivacco. Il tutto richiede circa 4 ore, con qualche passaggio delicato nella discesa della cresta nord dell’Alphubel. Facoltativa una breve deviazione alla cima dell’Allalinhorn.
Il bivacco, appollaiato su tralicci metallici, ha 24 posti, è ben attrezzato con stufa a legna,bombole di gas, stoviglie. Spesso affollato.

2° Giorno:la cresta SE del Taschhorn inizia subito al colle e la via è inizialmente segnata da ometti, per cui si può tranquillamente partire di notte. In buone condizioni non ci sono difficoltà tecniche o di itinerario e si arriva in vetta in meno di 4 ore. A questo punto il Dom appare piutttosto lontano e le guide del posto informano gentilmente che ci vogliono mediamente 6 ore per la traversta e non bisogna mai lasciarsi tentare dall’abbandonare il filo di cresta. Si trova spesso ancora neve nella discesa al Domjoch alternata a delicati tratti di roccia.La risalita al Dom comporta un pò più di arrampicata tecnica ( III-III+) su cui può essere utile fare qualche tiro. La roccia non è il granito del Bianco, ma è discreta sui tratti difficili e migliora nell’ultima parte della via. Si trovano un paio di chiodi di assicurazione.
La discesa di 3000 metri su Randa non pone problemi: sarebbero molto apprezzabili un paio di sci per i primi 1000 metri ed un parapendio per i successivi 2000.

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carlo
17.08.2019
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