Mischabel (Dom de) Festigrat

Mischabel (Dom de) Festigrat
La gita
mfkeeper
4 30/08/2015

Gran gita, molto bella e panoramica, lunga in salita e lunghissima in discesa! Molta gente sull’itinerario, circa 50 persone, nessun italiano.
Accesso al rifugio lungo ma per fortuna molto diretto. Consiglio scarpe da trail.
Il ghiacciaio si attacca a 3250, con qualche crepo che costringe a rientrare sulla terra ferma, poi da 3400 bianco di neve recente piuttosto abbondante in alto. Le roccette per arrivare in cresta non sono difficili (fatte di conserva senza protezioni) ma scarica parecchio e si può creare qualche ingorgo. Noi (colpevolmente) non avevamo letto questa relazione e pensavamo di fare la normale per il ghiacciaio di Hohberg, abbiamo seguito le altre cordate ma resici conto di essere arrivati più in alto del Festijoch abbiamo ritraversato a sinistra (delicato) arrivando in cresta 20 metri sopra il colle. Qui abbiamo capito che la cresta era in condizioni e molto più interessante della normale (ecco perché salivano tutti di là!!!!) e ci siamo saliti anche noi.
In cresta parecchia neve recente (50 cm delle nevicate di metà agosto), ottima traccia, non abbiamo usato viti; parecchia gente ma senza problemi. In ogni caso via decisamente faticosa con dulcis in fundo l’ultimo breve strappo alla vetta.
Scesi per la normale, abbastanza veloce fin sui 3800, poi parecchi crepi da aggirare (non seguire la traccia più alta, come ha fatto una guida!!!!). Risalita di 70 m al Festijoch veramente indigesta, con terminale senza problemi. La discesa dal colletto può diventare penosa se si incontra gente, noi per fortuna eravamo tra i primi con davanti solo la guida di cui sopra che attrezzava per i suoi clienti, siamo scesi più a destra senza problemi ricollegandoci all’itinerario di andata.
Tempo splendido, caldo (fin troppo sotto i 2500) con assenza di vento anche in cima, che ci ha permesso di godere del panorama eccezionale: Weisshorn, Oberland, Cervino, e soprattutto il Rosa da una prospettiva piuttosto insolita per noi italiani.

Tempistiche (andando piuttosto allegri)
Salita al rifugio 2h 55…sotto un caldo tropicale, saliti a torso nudo fino al rifugio, arrivati alle 17.15, ancora 1h a prendere il sole “in costume”
Salita alla vetta 4h 35, partiti alle 3.55 arrivati alle 8.30 (la sveglia è alle 3, ma considerando che è data 6 h, qualcuno parte anche prima, noi eravamo la penultima cordata, poi ripresi quasi tutti).
Discesa al rifugio 2h50, discesa alla macchina 1h 55….arrivati alle 15.00
Attenzione a Randa è pieno di parcheggi, ma sono tutti privati, forse c’è quello indicato alla chiesa o quello della stazione (che pare però sia molto caro) noi abbiamo sfidato la legge e l’abbiamo messa dietro ad una specie di fienile pure in ombra!
Eterno anche il ritorno in machina, per Torino conviene passare dal Sempione (con anche bella vista sulla nord del Fletschorn), ma sono cmq quasi 4 ore, considerando che c’è sempre traffico.

Domhutte molto bella e accogliente, personale (femminile), molto gentile (parlano inglese e francese, oltre naturalmente al tedesco e non l’italiano), come detto in altri post sembra un hotel a quattro stelle, sia le camere che il ristorante, prezzi alti ma non esagerati (68 chf la mezza pensione per i soci CAI + le birre, anche perché non vorrete mica comprare l’acqua: 10 chf!!!), unico neo: effettivamente non servono il pane a cena. Come consigliato, mangiato anche un ottimo rosti (senza pane) al ritorno.
In compagnia di Luca ancora più in forma del solito e quindi opportunamente caricato con materiale e altre zavorre.

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