Abbiamo fatto l’anello in tre giornate meteorologicamente stupende, pernottando ai rifugi Valmasque e des Merveilles.
Al segnavia 374 in salita abbiamo preso a sinistra come da suggerimento della carta, ma probabilmente la salita a destra (sinistra orografica), meno innevata, sarebbe stata più agevole.
C’era ancora molta neve oltre i 2200 (abbiamo usato anche dei ramponcini, anche se non indispensabili), per cui il gentilissimo gestore del rifugio Valmasque ci ha suggerito di passare per le creste dei gobboni immediatamente a est dei laghi della Valmasque, anzichè lungo i laghi per evitare rischi di scivolate. E’ stato ben più faticoso e lungo, ma anche più divertente e panoramico. E così abbiamo potuto vedere anche il Petit Lac du Basto, altrimenti nascosto. Purtroppo non abbiamo visto le incisioni, perchè coperte dalla neve. Il terzo giorno abbiamo fatto anche una gradevole digressione fino al Lac de la Muta. Nella discesa lungo il Vallon de la Minière si suggerisce di traversare sul versante orografico sinistro della valle al segnavia 89a, perchè il percorso è più ameno. Indispensabile la cartina IGN 3841 OT.
Segni frequenti di valanghe violente; in basso tripudio di fiori primaverili.
Il trio Paolo, Hartmut e sottoscritto si è riconfermato ben affiatato e calibrato, e ringrazio i miei compagni di gita.
Di nuovo un ringraziamento al gestore del Refuge de Valmasque, che ci aveva suggerito di portare i ramponi per sicurezza, che ci ha dato vari suggerimenti per il percorso vista la quantità di neve e che ha tenuto conto nel menu serale della mia celiachia (stessa attenzione hanno avuto i gestori del Refuge des Merveilles).
Gita completata da una interessante e conclusiva visita al Musée des Merveilles a Tenda.