Matto (Monte, Cima Est) Cresta Est

Matto (Monte, Cima Est) Cresta Est
La gita
attila89
4 23.06.2020

Itinerario molto bello che meriterebbe più frequentazione. Partenza 6:30 dal rifugio, 2h10 di avvicinamento (neve nel valloncello e per risalire al colletto di partenza, quindi ramponi indispensabili; poi sulla cresta non si pesta neve, la roccia è asciutta). Fatto due tiri iniziali lunghi, poi con brevi tiretti siamo saliti su questo itinerario che è molto bello, roccia solida e rugosa, un piacere per l’arrampicata. Il primo risalto è lunghetto ed è la parte più bella e scorrevole, varrebbe 5 stelle se l’itinerario finisse lì. Poi si traversa a sinistra per 40 metri fino a rocce rossastre per attaccare il secondo risalto. Noi abbiamo interpretato la relazione della via partendo appena a destra delle rocce rossastre per un diedro accennato (45 metri), sostando a destra in alto su una zona terrazzata (visibile una cartaccia di cracker). Tiro molto bello da scalare, alcune pietre sembrano mobili ma si protegge molto bene.
Poi tiro con rampa obliqua, si passa filo per un camino con rocce pericolanti: in questa zona la roccia è molto fratturata, rossa, pronta a staccarsi, al limite del pericoloso. Passato il filo, si procede quasi fino ad uno strapiombo; quindi poco prima ho ripassato il filo a destra per trovare l’unica fessura solida e uno spuntoncino per fare una sosta decente (vedi foto).
Poi si passa il pilastrino strapiombante a destra, zona poco proteggibile (ci sono poi due chiodi, fatto sosta poco sopra a 48 m circa).
Con pochi metri di rocce facili si è in vetta.
Abbiamo impiegato 5 ore abbondanti circa, non facendo praticamente mai conserva protetta.
Discesa con neve molto sfondosa in alto, poi meglio e fino a quota 2500 si cammina abbastanza su neve. Lunga discesa fino alla macchina! (circa 2h30 fino al rifugio, poi 1h40 fino alla macchina).
Come materiale noi avevamo corda singola da 50 metri, friend dal grigio 0.4 al giallo 2, una manciata di rinvii e qualche cordino lungo. E i ramponi per la salita al colle.

Con Max il Polacco all’ultima gita stagionale, buon rientro a Parigi!
Il rifugio Dante Livio Bianco è aperto solo nel fine settimana ed il locale invernale è inagibile causa Coronavirus, quindi abbiamo deciso di dormire nei pressi in sacco a pelo. Prevedere un repellente antizanzare altrimenti non vi rimarrà una goccia di sangue per il giorno seguente!
Molti animali sul sentiero a scendere, tra cui 4 giovani marmottine puffosissime!

Link copiato