Marettimo Isola di (Egadi-Trapani) Cala Bianca

Marettimo Isola di (Egadi-Trapani) Cala Bianca

Dettagli
Dislivello (m)
630
Esposizione
Nord
Grado
EE

Località di partenza Punti d'appoggio

Note
Marettimo "la Sacra". In effetti l'antico toponimo greco dell'isola, citato da Polibio, era Hierà Nésos (Isola Sacra). Fin dall'antichità oggetto di insediamenti e teatro di feroci battaglie sulle acque circostanti, Marettimo garantiva approvvigionamento di legnami e acqua dolce ai marinai e ai soldati che dagli opposti schieramenti approdavano su di essa per rifornirsi, riconoscendo in una temporanea tregua durante tali operazioni la sacralità del luogo.
Romani e Cartaginesi, Vandali, Goti, Saraceni, Normanni, Svevi, infine i Borboni che utilizzarono il preesistente castello di Punta Troia come prigione per gli insorti dei moti carbonari (tra cui Guglielmo Pepe). E poi la mitologia: lo scrittore inglese Samuel Butler, che vide in Marettimo la leggendaria Itaca.
E infine i Marettimari, grandi pescatori di Tonni e Spada, poi emigranti e fondatori di una colonia divenuta famosa per perizia marinara in California, a Monterey, entrando di diritto nelle pagine di un John Steinbeck. Oggi gli abitanti continuano a vivere con i ritmi dettati dal mare, ma la pesca, non più principale sostentamento, è stata affiancata dal turismo. Non attendetevi tuttavia strutture alberghiere, nè grandi nè piccole, discoteche o altro: fortunatamente dai Marettimari troverete camere o alloggetti in affitto, qualche negozietto di alimentari, ristorantini dove mangiare pesce fresco, bar dove rilassarsi con un aperitivo, un piccolo Museo con la storia del luogo e dei suoi abitanti, taxi-pilotine per navigare intorno all'isola (meraviglioso il giro), scoprendo grotte, minuscole calette (con il pescatore potrete concordare l'orario per farvi venire a riprendere) e poi il trekking sui sentieri, i paesaggi dolomitici dei Barranchi, la vegetazione rigogliosa, gli animali selvatici, i rapaci, e naturalmente il mare con i fondali tra i più belli del Mediterraneo e non solo, ricchi di flora e fauna di stupefacente biodiversità. Pelagici, pesci di fondale, nudibranchi (i migliori fotografi subacquei professionisti vengono qui per fotografarli), le gorgonie visibili già a 20 metri, astroides e parazoanthos che si dispiegano coloratissimi davanti alla vostra torcia.
Insomma, se unite la passione per la montagna a quella per la subacquea, Marettimo è un paradiso.
Periodo: da aprile-maggio a ottobre, tempo e mare permettendo. Gli approdi di Marettimo infatti non sono completamente sicuri; con il Maestrale entra mare nello Scalo Vecchio, esposto a Nord, con lo Scirocco può divenire impraticabile lo Scalo Nuovo, aperto a Sud, con il Grecale gli abitanti accorrono a tirare in secco le barche e a parcheggiarle nelle strade come noi le automobili...Quindi occhio alla meteo e alla possibilità di rimanere anche isolati per qualche giorno!
Descrizione

Cala Bianca:
meravigliosa cala aperta a Sud tra Punta Mugnone e i poderosi, dolomitici Barranchi, dalle acque cristalline azzurro turchese e dal fondale bianco da far invidia agli atolli maldiviani. La sensazione è di immergersi in pochi centimetri di acqua mentre in realtà il fondale si trova a 10 metri. L’escursione proposta da terra è impegnativa nell’ultimo tratto, richiede passo sicuro e abitudine all’esposizione, riducendosi a tratti il sentiero ad un’esile traccia sospesa sopra un vuoto di 100mt a picco sul mare, dove non sono permessi errori. Essendo questo tratto esposto a Nord, è praticabile con vento di Scirocco, ma assolutamente sconsigliabile con raffiche di Maestrale. Ritorno per la medesima via (o con mare calmo, concordandolo preventivamente, tramite rendez-vouz con un pescatore che vi verrà a prendere a Cala Bianca.)
Itinerario:
Dallo Scalo Vecchio imboccare il sentiero per Punta Troia (N), percorrerlo sino ad un bivio (indicato) trascurando l’indicazione per il Castello e seguendo per Cala Bianca. Il sentiero sale con alcuni tornanti e passa sul versante Nord dell’isola (esposto a tratti, ma ampio e agevole). Appena affacciatisi sulla costa Nord il sentiero si biforca nuovamente (altra diramazione per il Pizzo Falcone + cartello con scritto “Cala Bianca chiuso, pericoloso”, forse da scarico responsabilità), scende per 150 metri di dislivello e costeggia lungamente tutto il versante nord dell’isola. Nell’ultimo tratto prende nuovamente quota per c.a 100mt di dislivello, riducendosi talvolta ad un’esile e scomoda traccia su cenge molto esposte, che non permettono errori e arrivando infine, dopo un tratto nuovamente agevole, sopra il promontorio di Punta Mugnone, da cui è visibile 60mt più in basso Cala Bianca. Orario indicativo (concordo sul fatto che qui il tempo assume un’altra dimensione!): 2,30h.

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Cartografia:
disponibile presso il Museo del Mare di Marettimo
marco-levetto
05.10.2010
10 anni fa

Condizioni

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