Mandrea Sulle Ali della Libellula

Mandrea Sulle Ali della Libellula

Dettagli
Altitudine (m)
650
Dislivello avvicinamento (m)
20
Sviluppo arrampicata (m)
300
Esposizione
Sud
Grado massimo
4
Difficoltà obbligatoria
4
Difficoltà artificiale (se pertinente)
a2

Località di partenza Punti d'appoggio

Avvicinamento
Attacca qualche metro a dx di Pagliaccio Ridi e della Via delle Fontane, scritta Libellula alla base, 10 minuti dalla macchina (parcheggio con fontana). Poi non si può più sbagliare. All’inizio la roccia lascia perplessi ma è invece molto bella!
Note
La via potrebbe prestarsi ai primi esperimenti con le staffe, non fosse per lo strapiombo, davvero lungo, che potrebbe mandare in panico chi non ha adeguata manualità con questo tipo di progressione o non è avvezzo ad un po’ di esposizione.
Forse è meglio iniziare con tetti più corti…
Poi però non la si può definire una via artif impegnativa, anzi, è piacevole e divertente!
Considerate che in caso di impreparazione L3 ed L4 potrebbero prendere molto più tempo e lasciata S2 non si torna più indietro in doppia..
Descrizione

Una bella via un po’ insolita, 9 tiri di cui 7 quasi completamente in artif su fix.
I primi due tiri superano delle pance gialle e rosse (A2 e IV) ed un muro bianco (A1), arrivando sotto una grande grotta (completamente piana e ripulita, attrezzata con 3 spit dove si può fare un insolito bivacco “goliardico”).
Poi con due tiri (A2) si affronta il grande strapiombo, lungo circa 70 m e che fuoriesce di almeno 20 dalla base. La S3 è scomodissima e davvero unica, appesa nel vuoto (molto comodo un seggiolino), ma molto sicura (4 fix).
Il quinto tiro supera un muro verticale (A1), il sesto un pilastro appoggiato uscendo verso dx (quasi tutto in A0), il settimo (IV) per muretti e cengette erbose su roccia che richiede attenzione (dalla sosta puntare a superare l’albero soprastante da DX, vecchio cordone su ramo, poi fix). L8 si può fare parzialmente in libera (V/A1)
Il nono tiro esce a sx da uno strapiombino, si traversa a dx e si sale dritti tra piante e cenge (attenzione agli attriti nello zig zag finale!).
L9 (IV) dritti su roccia marciotta rinviando alcune piante fino al pianoro di fine via (sosta su clessidra).

La via è chiodata molto bene e vicina, in pochissimi tratti si allunga un pò, alcuni fix sul verticale sono del 6, dell’8 e del 10 invece altrove.
Tranne che su L3, L4 ed L5 conviene avere ai piedi delle scarpette molto comode, velocizzano la progressione.

Portare 28 rinvii, qualche cordino e materiale per soste, 2 o 3 staffe a testa.
Inutili protezioni veloci. Magari portarsi un paio di chiavi per stringere qualche dado ballerino ai fix.
Non si presta molto ad essere jumarata dal secondo, meglio che scali anche lui.

Il sentiero dalla cima alla macchina è un labirinto di bivi, informarsi bene! A sommi capi: scendere verso sx e attraversare il prato di una grande villa, raggiungere e seguire la strada asfaltata in discesa per qualche centinaio di metri e prendere la prima sterrata sulla sx. Poi si tiene quasi sempre la sx seguendo Garda Trail, tranne un bivio sotto un pilone dove si va a dx. Circa 40 minuti alla macchina.

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Storico:
via aperta da Diego Filippi & friends.
Bibliografia:
arco pareti - diego filippi, versante sud
ilcontevlad
12.11.2016
4 anni fa

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