- Osservazioni
- Nessuno
- Neve (parte superiore gita)
- Crosta da rigelo non portante
- Neve (parte inferiore gita)
- Primaverile/trasformata
- Quota neve m
- 1200
Partiti dal piazzale/posteggio poco prima della pista di fondo che porta al Penna. In prossimità di un minuscolo casotto si prende una strada interpoderale che conduce a Rocca d’Aveto (pista di fondo) e la si segue sino al bivio (palina) con il sentiero per il Maggiorasca (X gialla). Si risale nel bosco sino alle pendici del Monte Croce di Martincano quindi il sentiero volge a destra e risale un bosco fitto, (scomodo con gli sci anche se percorribile), per questo, alla spalla. Si volge a sinistra, per bosco e prati, sempre seguendo il sentiero estivo, sino ad un ulteriore bivio (Segnali e cartelli indicatori), nuovamente per bosco ripido e quindi per aperto pendio, in vetta al Maggiorasca.
La rinnovata Stazione sciistica di Santo Stefano d’Aveto non è nè “ciaspola” nè tantomeno “scialpinista friendly”, cartelli espliciti e forze dell’ordine lasciano poco spazio alle “interpretazioni”. Abbandonata l’idea di partire dopo il passo del Tomarlo in direzione di Prato Grande, (soluzione sciisticamente più appropriata) perchè non esiste sostanzialmente possibilità di posteggiare l’auto (i piazzaletti sul bordo della provinciale non vengono sgomberati dalla neve) non resta che quest’altra possibilità, in realtà piuttosto “ravanosa” sebbene il posto sia molto bello. Discesi al colletto tra Maggiorasca e Bue su neve nel complesso accettabilmente “crostosa” sciando il pendio-canale ad est delle installazioni, 100 metri -non uno di più- di farina su fondo duro… decidiamo di “rischiar grosso”, messe le pelli, risaliti bordo pista… tutto bene fino in vetta ove un solerte addetto agli impianti fa le rimostranze del caso… pazienza… Scesi quindi per i pendii sud del Bue su neve eccellente, trasformata con un palmetto di farina, peccato siano così corti! Discesi per la pista sino a Rocca d’Aveto senza toccar pietre. In compagnia di Massi che sembra apprezzare (come me del resto) il fascino discreto di quest’angolo d’Appennino!