- Accesso stradale
- Enorme doppio posteggio del Ristorante Arcaden
La Via è discretamente descritta in relazione. Come sempre consiglio di seguire quella del sito “vielunghe”, la migliore sia per quanto riguarda la descrizione che per quanto riguarda soprattutto i gradi. Comunque scriverò qualcosa in aggiunta e correzione.
– Avvicinamento: si posteggia nei pressi dell’ Osteria Arcaden e si segue prima un tratto di strada chiusa e poi la Statale 26 fino ad una bacheca dalla quale parte il sentiero attrezzato che porta al punto più basso della parete esattamente sotto la partenza della Via “Bucce D’Arancia”. Si prosegue verso sx oltrepassando varie Vie fino a che, dopo qualche passo esposto, si trova la nostra targhetta, subito a sx della “Diretta al Banano”. La targhetta segna 6a come grado massimo e obbligato della via: decisamente obsoleto, considerare un buon 6b max e 6a+ obbl. per Anchorage, se si opta per il Diedro Gallion anche un buon 6b obbl. Circa 30 min dal posteggio, anche meno se si marcia bene.
– Via:
La roccia è sempre incredibile, la spittatura è buona ma quasi sempre obbligata, più lunga sul facile: non pensare di venire qua e azzerare tutto perché si rischia di trovare lungo. Tutte le soste sono con catena e anello di calata. Darò un parere onesto e personale sui gradi che ho trovato in Via, e un po’di descrizione in più.
● L1: 30m, 6a+. Si parte con ostico passo in aderenza che dà subito la sveglia, e nel caso non ci si fosse svegliati abbastanza ci penserà un’altra bella sequenza placcosa a metà tiro di non facile interpretazione. Nel momento dell’attraversamento della Diretta del Banano non ci si può sbagliare perché è presente una targhetta che la indica. La sosta del nostro tiro si vede un po’ all’ultimo, sulla dx.
● L2: 30m, 6a. Si prosegue per un incredibile mare di pietra con passi di aderenza e qualche buona presa sparsa qua e là.
● L3: ~ 40m comprensivi di trasferimento, 5a. Si sale il facile muro ben presato sopra la sosta e si giunge al giardino pensile, dove conviene proseguire direttamente a sx fino alla sosta prima della nostra Via (targhette alla base, ma Anchorage non ha la sosta)
● L4: 30m, 5c/6a. Si sale il pilastro sopra la targhetta, prima su buoni buchi (forse gli unici con meno grip del resto della via) e poi su buona placca, con un passaggino da interpretare per arrivare in sosta.
● L5: 30m, 6b sostenuto. Si rimonta una lama sopra la sosta con passo fisico, dopodiché si sale l’incredibile placca con movimenti super estetici su presine e spalmi fino alla sosta. Tiro superlativo!
● L6: 40m, 5c con passi 6a. Si rimonta la placca ora a buonissimi buchi finché non diventa più liscia, si prosegue e si raggiunge una zona più verticale con ostico passaggio su bombé in uscita per giungere alla sosta.
Qui noi abbiamo proseguito per il Diedro del Galion (e credetemi, una volta che vi si parerà davanti difficilmente non vorrete salirlo!)
● L7: 30m, 6b. Si prosegue per il muro a buone prese dinnanzi a noi fino a raggiungere il toboga del Gallion, che si sale con movimenti mai banali spesso in spalmo e chiodatura obbligata fino al suo termine. Altro tiro clamoroso, per gli amanti del genere!
● L8: 30m, 5a. Si seguono gli spit sopra di noi e si svalica a sx di un risalto, poi si prosegue facilmente a dx fino alla sosta
● L9: 40m, 4a. Per balze e poi per abbattutissima placca si giunge alla sosta finale della Via, poco prima di un ampio spiazzo alberato. Consigliato usare la sosta della via e non sostare su alberi subito dopo per sentirsi meglio.
– Rientro: a piedi si segue verso la cima del Paretone per sentiero, ci si ricollega alla strada principale che sale da Valle e la si segue a ritroso fino alla macchina. Circa 45 min.
Finalmente prima Via lunga col fortissimo Roby, tutta in libera a tiri alterni con grande soddisfazione di entrambi! Usciti in cima in poco meno di 3h, giornata splendida strappata al maltempo generale ma ventosissima in alto, ci impedisce così di fare un’altra Via subito dopo. Sarà per la prossima!