Lusiero del Mutun Puerto Escondido

Lusiero del Mutun Puerto Escondido

Dettagli
Altitudine (m)
2200
Dislivello avvicinamento (m)
600
Sviluppo arrampicata (m)
150
Esposizione
Sud-Ovest
Grado massimo
6a+
Difficoltà obbligatoria
6a+

Località di partenza Punti d'appoggio

Avvicinamento
Dalla località Castello di Pontechianale reperire il sentiero che sale al rifugio Vallanta. Percorrerlo fino alla deviazione per il bivacco Berardo-capanna delle Forciolline. Svoltare a destra e proseguire per 200 mt ca. Alla segnaletica Bivacco Berardo tenere la destra, inoltrandosi per tracce gialle nel vallone delle Forciolline. Usciti dalla pineta si può vedere sul fondo del vallone il canale delle Forciolline, a destra le rocce Meano e a sinistra una montagna dalla punta mozza detta Lausiero del Mutun. Al centro della parete prende origine la via.
Per l'attacco: un centinaio di metri prima del canale delle Forciolline svoltare a sinistra, traversare il torrente e per un piccolo conoide detritico (ometto) raggiungere una barra rocciosa e risalirla. Con breve passaggio sulla sinistra continuare su una cengetta per una quindicina di metri per poi svoltare a destra e risalire il ripido prato che porta alla base della parete.
Una volta sotto, pressoché al centro potete risalire i due muretti corti (spezzati da due cenge) oppure aggirarli reperendo il primo spit, a 15 mt dal prato.
Note
Roccia del Monviso, di qualità da buona a ottima. Un po' lichenato il primo tiro.
Materiali: utili 4-5 nut medio-piccoli e qualche friend medio-piccolo.
La via non è di difficoltà estrema, ma non è da sottovalutare, per l'ambiente e per la chiodatura assai distanziata.
Difficoltà: TD/Proteggibilità: RS2+
Descrizione

L1: salire la placca per una serie di passaggi non difficili ma su roccia un po’ lichenata, raggiungendo un pulpito sotto uno strapiombetto (50 mt, 2 spit+chiodo+2 spit di sosta) (5b/passi di 6a).
L2: salire a sinistra entrando in un diedro (spit visibile), poi salire leggermente a destra per un muretto ancora per rocce rotte fin sotto a un gradone (chiodo con cordone), ribaltarsi su di esso passando sulla destra e percorrere il gran placcone fino a un terrazzino alla base di un diedro fessurato (45 mt, 4 spit+chiodo+2 spit di sosta) (6a/passi di 6a+).
L3: salire per bella placca, prendere l’esile fessura sulla destra e percorrerla fino ad una fascia rossastra dove, nascosta sulla destra, parte un’altra fessura che porta fino in cresta (40 mt, 4 spit+2 di sosta) (6a+)
A questo punto si può proseguire per facili placchette fino in punta (questa parte non è attrezzata). Una volta in cima con una doppia si scende al colle omonimo, da qui faccia a valle si scende sulla destra fino ad un evidente intaglio a sinistra che riporta all’attacco della via. In alternativa, una volta in cima alla via tornare alla base con due doppie da 60 mt dalla terza e prima sosta.

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Storico:
Apritori: Stefano Pellissero e Cristian Marchetto, giugno 2012.
popeantonio
29.06.2013
7 anni fa
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